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La legge per gli immigrati accende il dibattito politico

Proposta dal Pd per l'intregrazione sociale degli stranieri è approdata in commissione consiliare

La legge per gli immigrati accende il dibattito politico

E' giunta da pochi giorni sul tavolo della competente commissione in Consiglio regionale e sta già accendendo il dibattito politico. E' la proposta di legge "per l’integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri immigrati" proposta dal gruppo del Pd e che riguarda, come sottolineano le premesse contenute nella presentazione, prioritariamente la popolazione immigrata e residente da tempo in regione. Si tratta di 107.917 persone la cui presenza, afferma sempre la proposta, si configura a tutti gli effetti "come una risorsa per l’intera comunità regionale: è di  circa 100 milioni ogni anno infatti l’apporto alle casse delle regione che gli stessi fanno  pervenire in termini di compartecipazione tributaria".

Le prime critiche sono giunte da Mara Piccin del gruppo Misto, secondo cui "presentare delle norme senza la quantificazione degli oneri e la specificazione delle relative coperture è il chiaro segnale che la proposta di legge per l'integrazione degli immigrati è l'emblema della carezza al proprio elettorato di riferimento".

Ora interviene il capogruppo di Forza Italia Riccardo Riccardi che definisce la proposta di legge 'lunare' e sbotta con un ben chiaro: "Cumò vonde!"
"Spazi pubblici e aree pubbliche - afferma Riccardi - per centri d'aggregazione (moschee?), contributi garantiti per terminare il ciclo scolastico fino all'Università, corsi sovvenzionati dai contribuenti italiani rivolti a personale non docente delle nostre scuole, fra cui anche i bidelli, per la formazione interculturale e di conoscenza del fenomeno migratorio e naturalmente grande risalto all'associazionismo che si occupa di accoglienza, settore in cui manca qualsiasi regolamentazione che per altro sarebbe di stretta competenza della regione su appalti e affidamenti diretti alle associazioni e su un sistema efficace di controlli incrociati basato sulla massima trasparenza. E ancora l'assenza di un puntuale distinguo formale fra immigrati regolari e quelli irregolari, al fine dell'erogazione di prestazioni sociali e delle politiche di accesso all'abitazione. Questi sono solo alcuni dei punti, semplicemente lunari, che emergono dalla proposta di legge presentata dalla maggioranza di centrosinistra sull'immigrazione. Un'iniziativa inutile e finalizzata a timbrare il cartellino dell'appartenenza a sinistra, visto che in materia è lo stato che legifera".

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