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Lavoro: serve un piano sulla sicurezza

L'assessore Rosolen anticipa alcune delle linee guida del progetto, che prenderà forma in autunno

Lavoro: serve un piano sulla sicurezza

"Potenziamento della formazione per prevenire gli infortuni sul lavoro. Rafforzamento delle misure per il reinserimento lavorativo di chi ha subito danni permanenti dopo un trauma. Definizione di un codice per la sicurezza negli appalti. E ancora, contrasto al dumping sociale dei lavoratori stranieri sul nostro territorio. Effettuazione di controlli incrociati nei cantieri grazie alla collaborazione con Inail, Inps e Ispettorato territoriale del Lavoro, con particolare attenzione alle situazioni più a rischio, con commesse subappaltate e ricorso a contratti precari e scarsamente tutelati". Così Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia, anticipa alcune delle linee guida del "Piano complessivo per la sicurezza sul lavoro" che prenderà forma all'inizio dell'autunno.

"In questi giorni - spiega Rosolen - abbiamo incontrato i vertici dell'Inail, guidati dal direttore regionale Fabio Loffaro, dell'Inps, con il direttore regionale Stefano Ugo Quaranta, e dell'Ispettorato territoriale del Lavoro di Trieste e Gorizia, retto da Nicolina Cavallaro, con cui abbiamo condiviso le valutazioni emerse nel confronto con le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil. L'obiettivo è sottoscrivere un protocollo con tutti questi soggetti, coinvolgendo anche le parti sociali, le parti datoriali e le categorie economiche per redigere un Piano che tuteli i lavoratori e, di conseguenza, sostenga le imprese in un percorso di rispetto delle norme e di correttezza amministrativa".

L'assessore mette in evidenza che "sono stati riportati numeri fortemente preoccupanti rispetto alle condizioni di sicurezza cui vengono esposti soprattutto i lavoratori degli appalti, con irregolarità di diversa gravità che riguardano il 75% dei cantieri, e accarezzano la soglia del 65% nelle visite ispettive". Di conseguenza "imprimere un giro di vite ai controlli sulla sicurezza significa altresì avviare azioni politiche e amministrative per esorcizzare la diffusione del dumping sociale: vogliamo interrompere il flusso di contratti irregolari che prevedono retribuzioni inferiori rispetto agli standard fissati dalla contrattazione collettiva di settore. Questo fenomeno, purtroppo diffuso, consiste nella stipula di accordi al ribasso dal punto di vista economico, che gli stranieri sono disposti ad accettare, tagliando fuori dal mercato i lavoratori italiani".

"Effettueremo verifiche rigorose e severe - aggiunge l'assessore - anche sull'erogazione di ammortizzatori sociali: inammissibile che ci siano stranieri che percepiscono misure di sostegno al reddito dall'Italia quando vanno sistematicamente all'estero. Anche questa è sicurezza: stop alle truffe".

"Interverremo anche sui contratti stagionali, sui cantieri, e, più in generale, nelle situazioni maggiormente esposte al pericolo di elusione degli obblighi normativi. E abbiamo già posto le basi per mettere in campo altre azioni, di concerto con tutta l'Amministrazione regionale".

"Purtroppo - conclude - la sicurezza sul lavoro è un tema che, colpevolmente, è stato sottovalutato, frammentato e suddiviso tra direzioni e assessorati diversi. Questo aspetto non deve diventare un alibi: lavoreremo assieme per creare un modello Friuli Venezia Giulia efficace ed efficiente. Tramite questo percorso, diventeremo la prima Regione in Italia a sottoscrivere un Piano organico, completo, che unisce formazione, prevenzione, controlli, misure per il reinserimento e precise direttive per la definizione degli appalti, con tutti i soggetti e gli istituti nazionali".

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