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Legge sul riuso: altri 10 milioni per il 2018

L’assessore Santoro: “La nostra volontà è di mantenere per il prossimo anno la medesima somma del triennio precedente”. Fino a oggi finanziate 371 domande su 1.561, una su quattro

Legge sul riuso: altri 10 milioni per il 2018

La volontà dell’amministrazione regionale è di mettere sul piatto altri 10 milioni di euro per il prossimo anno. Stiamo parlando dei contributi previsti dalla legge sul recupero, sulla riqualificazione o sul riuso del patrimonio immobiliare privato approvata dalla Regione nel 2014. Ad annunciarlo è l’assessore regionale alle Infrastrutture e al trasporto, Mariagrazia Santoro.
“Si tratta - spiega Santoro - di uno strumento molto positivo e innovativo, che ha registrato un grandissimo riscontro tra i cittadini. Per il 2017, i fondi rimarranno fermi a 31,5 milioni di euro, somma che coprirà il recupero di 745 alloggi in tutta la Regione. Non utilizzeremo, però, i fondi provenienti dall’assestamento di bilancio in quanto, vista anche la quantità di carte da produrre, sarebbe difficile assegnare i soldi in pochi mesi. Tuttavia, la nostra intenzione è di inserire un’ulteriore somma nella Finanziaria di dicembre, ovverio nel documento di Bilancio riguardante il 2018. Non sappiamo ancora a quanto ammonterà il nuovo finanziamento, ma speriamo di mantenere il livello di 10 milioni come nei tre anni scorsi. Tutto dipenderà dalle disponibilità economiche che avremo a fine anno”.
La legge sul Riuso prevede che la Regione possa finanziare fino al 50 per cento della spesa sostenuta effettivamente dal richiedente per gli interventi sui fabbricati in stato di abbandono (inagibili) o sottoutilizzati (residenze utilizzate fino al 30 per cento) nei centri storici, oppure su altri edifici, ma equiparati a quelli dei primi due casi dal Piano regolatore del Comune in cui sorge l’immobile. Per fare qualche esempio, con la legge sul Riuso possono essere finanziate opere di recupero sui piccoli borghi anche lontani dai centri, su edifici di valore storico da trasformare in residenze. O, ancora, su fienili o su vecchi depositi da convertire in laboratori o altro. Per le persone non fisiche, il contributo massimo ammonta a 30mila euro per ogni alloggio, mentre per le persone fisiche è possibile ottenere fino a 40mila euro, sempre per ogni unità abitativa.
I termini di presentazione delle domande sono scaduti oltre due anni fa, nel giugno 2015, ma sono ancora molti i richiedenti che attendono di essere ammessi al finanziamento e, quindi, di ottenere il contributo. Allo stato attuale, per quanto riguarda le persone fisiche, sono state finanziate 284 domande su 1.393 pervenute e dichiarate ammissibili (si tratta di poco più del 20 per cento). Sul fronte delle persone non fisiche, invece, le domande arrivate alla Regione sono state 168 e 87 di queste - vale a dire quasi il 52 per cento - hanno ottenuto l’aiuto richiesto.

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