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Monfalcone pronta a presentare la lista degli obiettivi alla Regione

Appena annunciata la giunta regionale il sindaco Cisint ha già stilato alcuni punti

Monfalcone pronta a presentare la lista degli obiettivi alla Regione

Con la nomina della nuova giunta regionale, Monfalcone si fa avanti. E lo fa dalle parole del sindaco, Anna Maria Cisint, che in questi giorni ha preparato alcuni punti che, a suo dire, in una “fase di cambiamento rilevante della politica regionale”, vuole “indicare il metodo e il merito del rapporto che vogliamo sviluppare con la Regione in considerazione che Monfalcone rappresenta una realtà strategica del Friuli Venezia Giulia”. Un rapporto “chiaro e concreto”, prosegue Cisint, “quello che non c’è stato in precedenza”, affonda il sindaco.

Tra i punti salienti spicca il cosiddetto ‘Caso Monfalcone’, vale a dire l’insieme di caratteristiche peculiari che rendono la Città dei Cantieri un unicum in tutto il territorio regionale. Tutto ciò per “garantire alla comunità locale i servizi necessari, mitigare il gap negativo che si è creato con le altre aree urbane e affrontare alcuni nodi specifici del territorio che hanno una rilevanza di carattere regionale” sottolinea Cisint.

E, per poter sviluppare al meglio un Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile e mantenere focale l’importanza della città, è proprio il sindaco ad indicare i punti principali dei fattori, vale a dire la “valenza regionale da salvaguardare e sviluppare, con la grande quantità di tasse che vengono versate a Stato e Regione” e il fatto di essere “polo logistico primario per il Friuli Venezia Giulia”, in quanto “il più ampio spazio retro portuale per lo sviluppo del sistema dei porti Trieste-Monfalcone è proprio qui, con un milione e mezzo di metri quadrati di aree destinate alla portualità”. Per questi temi Cisint ribadisce come, da parte della Regione, ci siano alcune carenze, come “un modello produttivo e sociale che ha snaturato il territorio: nel 2005 la presenza degli stranieri era l’8%, l’altr’anno del 21” ed un “gap rilevante di trasferimenti finanziari rispetto alle altre realtà urbane complesse il cui sviluppo è stato sostenuto da fondi Por-Fers”. A Monfalcone, sempre secondo il sindaco, sono mancati negli anni dai 7 ai 10 milioni di euro.

E da qui partono le numerose richieste che l’amministrazione comunale, nelle prossime settimane, intende sottoporre ai ‘colleghi’ regionali. “La proposta che sarà presentata dal comune di Monfalcone per quanto riguarda i contenuti del Piano di Sviluppo Urbano e Sostenibile è articolata su tre pilastri”, sottolinea Cisint, che spiega come il primo consista nello “sbloccare le possibilità di investimento usando le facoltà proprie di spesa del comune”. Il secondo “l’adeguata considerazione nei provvedimenti ordinari di riparto dei fondi regionali a sostegno di diversi settori rispetto ai quali Monfalcone è sottovalutata”, come le spese di funzionamento dei musei regionali, dal cui riparto la città è attualmente esclusa, e a tutti i fondi ad essa collegati. La richiesta, poi, si estende anche agli infopoint di Promoturismo: “Un ufficio informazioni potrebbe essere aperto anche da noi”, è la provocazione di Cisint.

Quindi l’affrontare con un “piano organico le questioni che ricadono sul territorio e che hanno riflessi in ambito regionale”, come le aree di accesso alle infrastrutture portuali e nautiche, dal canale di accesso al Lisert all’alleggerimento del traffico viario. Poi, sempre sul tema della nautica, il sindaco propone che Monfalcone diventi anche centro di formazione ed innovazione: “appare inconcepibile”, sono ancora le parole di Cisint, “che non si sia pensato a Monfalcone per la realizzazione del primo master italiano in sicurezza e ambiente nel settore marittimo avviato a gennaio”. Infine la “revisione del Geoparco del Carso” per poter realizzare una Man And Biosphere Unesco area e l’aggiornamento del Piano di Sviluppo del Gal Carso “in funzione dei bisogni dell’intero territorio interessato”.

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