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Morsolin: "Sul lavoro Monfalcone è ancora al palo"

E attacca il nuovo centro giovani: "non sono protagonisti, la città sceglie per loro"

Morsolin:

Cristiana Morsolin, consigliere comunale de La Sinistra per Monfalcone, alza ancora la voce. E lo fa sul nuovo Centro Giovani monfalconese, inaugurato giovedì alla presenza di autorità e dei giovani che ne usufruiranno. “Cosa c’è di diverso?” incalza Morsolin. “L’edificio è sempre lo stesso, anche gli arredi e le stanze. Di nuovo c’è il cambio di prospettiva”. La consigliere continua sottolineando come non sia più “un centro giovani casa dei ragazzi, con corsi e iniziative che nascono dal basso, che nascono dalle loro richieste ed esigenze, ma un posto governato da adulti che spiegano ai giovani cosa devono fare. Sta qui la diversità, nella visione. È evidente anche da come l'amministrazione ha deciso di fare l’inaugurazione del nuovo corso: il giovedì mattina alle 11 quando i giovani sono a scuola o all'università è il momento in cui adulti spiegano ad altri adulti cosa hanno pensato per i giovani, il giorno dopo al pomeriggio invece le attività per i giovani che altri hanno pensato per loro. Hanno già pensato a che corsi dovranno fare, hanno anche già dato i nomi alle stanze secondo il loro gusto e non certo dopo un'elaborazione con chi lo frequenta”. Evidenziando, poi, la croce posta qualche settimana fa davanti alla porta, “rappresenta bene la situazione”. “Abbiamo un’altra idea di città per i giovani” conclude Morsolin “una città che non decida per loro, che li coinvolga in primis nelle scelte che li riguardano, che li faccia partecipi di un percorso più ampio e che non li consideri solo strumento da campagna elettorale o merce da offrire alle imprese”.

Proprio sul tema lavoro, poi, Morsolin accusa l’attuale amministrazione di non essere “avanzata di un millimetro” e che “l’occupazione a Monfalcone è ancora al palo”. “Sono contraddittorie e singolari le dichiarazioni del consigliere Steffé sul tema lavoro”, continua Morsolin, “perché Fratelli d’Italia, come noi, sta attendendo l’accordo con Fincantieri sull’occupazione” che conclude: “come di consueto si dà la colpa ai lavoratori stranieri, condensazione di tutti i mali, ma nulla si dice sul problema della paga globale, del problema dell’appalto e del mancato rinnovo dei lavoratori della Nidec, lasciati a casa”.

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