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Province: via alla liquidazione di Trieste, Gorizia e Pordenone

Approvati dalla Giunta Fvg i piani per l’assegnazione dei beni e delle risorse umane

Province: via alla liquidazione di Trieste, Gorizia e Pordenone

Con tre distinti provvedimenti la Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Autonomie locali Paolo Panontin, di concerto con l'assessore alle Finanze Francesco Peroni, ha approvato i piani per la liquidazione delle Province di Trieste, Gorizia e, in via provvisoria, Pordenone, che prevedono l'assegnazione dei beni immobili e mobili, delle risorse, anche professionali, e dei rapporti giuridici provinciali residuali non oggetto dei precedenti piani di subentro. Si tratta dunque di sedi istituzionali, edifici, terreni, personale, partecipazioni e beni mobili.

"I piani di liquidazione rappresentano l'ultima fase del processo di soppressione delle tre Province, deciso nel 2016 nel rispetto del programma di governo, che può dirsi ora sostanzialmente concluso", spiega l'assessore Panontin, precisando che "rimane naturalmente congelata fino alla scadenza naturale del mandato, quindi aprile 2018, la situazione per la Provincia di Udine" e ricordando che "nel primo semestre di quest'anno abbiamo portato a termine il rilevante passaggio alle Unioni e ai Comuni delle funzioni relative alle scuole superiori per tutte e quattro le Province".

La decisione della Giunta è stata infatti assunta ai sensi della legge 20 del 2016 che ha stabilito la soppressione delle Province del Friuli Venezia Giulia. Le proposte di piano di liquidazione sono state formulate dai Commissari liquidatori dei tre enti, sentite le Unioni territoriali intercomunali e i Comuni più popolosi. Per quanto riguarda gli immobili, l'assegnazione è stata fatta sulla base di criteri precedentemente stabiliti dall'esecutivo, valutando e accogliendo parzialmente richieste e osservazioni.

Di seguito il quadro, suddiviso per Provincia.

PROVINCIA DI TRIESTE. È previsto il trasferimento alla Regione di 26 dipendenti. Resterà escluso il personale che ha fatto richiesta di passaggio presso l'Unione territoriale, con le procedure di mobilità. Nel dettaglio, è stata accolta la richiesta di Comune di Trieste e Unione Giuliana di riclassificazione di immobili in via Rossetti e via Vespucci a Trieste (da immobili inutilizzati ad immobili con finalità assistenziali), con assegnazione in proprietà all'Unione anziché al Comune.

Riguardo palazzo Galatti, già sede principale dell'ente ed edificio di particolare valenza istituzionale, per quanto assegnato alla Regione, è confermata la disponibilità all'Unione dei locali necessari alla rappresentanza e degli spazi per ospitare il proprio personale.

L'assessore regionale alla Cultura Torrenti ha inoltre proposto la riclassificazione come beni aventi rilevante connotazione culturale, con conseguente assegnazione alla Regione, di alcuni immobili del comprensorio di San Giovanni ex ospedale psichiatrico, classificati come inutilizzati, e la riassegnazione delle partecipazioni provinciali in alcuni enti privati, in quanto operanti nel settore culturale (Università popolare di Trieste, Fondazione internazionale Trieste per il progresso e libertà delle scienze e Giuliani nel mondo). In questo contesto passerà all'Erpac, l'ente regionale patrimonio culturale, il campo profughi di Padriciano, sul Carso triestino, che per molti anni nel secondo dopoguerra accolse esuli istriani, fiumani e dalmati. Un luogo del ricordo che ha ottenuto il riconoscimento di Museo di carattere nazionale e sul quale la Regione, come aveva sottolineato la presidente Debora Serracchiani, intende fare un importante opera di valorizzazione culturale.

PROVINCIA DI GORIZIA. In questo caso il personale assegnato alla Regione sarà di 12 unità. Anche qui rimangono esclusi i dipendenti che hanno chiesto di operare presso le Uti. È stata parzialmente accolta la richiesta di destinare all'Unione Collio Alto Isonzo le attrezzature utilizzate nelle manifestazioni organizzate dai Comuni sul territorio facenti capo ai "beni comuni provinciali", mentre per il palazzo della Provincia in Corso Italia e villa Olivo, assegnati alla Regione, è confermata la disponibilità a favore dell'Unione dei locali necessari ad ospitare il personale.

Su proposta dell'assessore Torrenti la Regione è subentrata nella partecipazione all'associazione Ente Friuli nel mondo.

PROVINCIA DI PORDENONE. La proposta di deliberazione riguarda l'approvazione ancora in via provvisoria del piano di liquidazione della Provincia di Pordenone, in quanto si dà mandato agli assessori alle autonomie locali e alla cultura di promuovere appositi accordi in deroga con i Comuni di Clauzetto e di Casarsa della Delizia, per ottenere in capo alla Regione la proprietà di palazzo Gerometta e casa Colussi, allo scopo di realizzare all'interno attività di carattere culturale e artistico.

In questo caso l'approvazione definitiva del piano di liquidazione avverrà dopo la definizione degli accordi in deroga e comunque entro il prossimo 22 settembre. La proposta del Commissario liquidatore è stata modificata con l'assegnazione della partecipazione dell'Associazione Ente Friuli nel mondo in capo alla Regione in quanto avente finalità culturali, così come per la analoga partecipazione della Provincia di Gorizia.

Anche in questo caso per la sede istituzionale della Provincia e per palazzo Pera, in quanto immobili aventi valenza istituzionale per la Regione, è confermata la disponibilità all'Unione dei locali necessari alla rappresentanza dell'Ente e degli spazi per ospitare il proprio personale. È infine previsto il trasferimento alla Regione di 15 dipendenti. Anche in questo rimangono esclusi quelli che hanno chiesto di operare presso le Uti.

1 Commenti
Giobatta

Più volte il Governo ha intravisto nell'operato della Giunta serracchiani codeste parole "profili di illegittimità costituzionale ed eccedenze dalle competenze statutarie" riscontrabile ancora una volta nella lr 20/2016. Alla luce della modifica della Costituzione del 2017 art 114. Alla luce poi del risultato del referendum la serracchiani e maggioranza Pd non hanno riconosciuto la sovranità popolare. Tale atto se non corretto immediatamente non può che delegittimare la giunta stessa.

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