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Referendum sull'euro

Referendum sull'euro

Dove e come firmare per chiedere l'uscita dalla moneta unica europea

Il Partito Base Italia ha indetto un referendum sull'uscita dall'euro in collaborazione con l'Unione movimento liberazione. Sul sito www.unionemovimentolibrazione.com si può accedere ai quesiti referendari con tutte le spiegazioni e tutti i contatti telefonici utili.

Perché dire addio all'euro

"Era il dicembre del 2012 - si legge in una nota diffusa dal movimento - quando facemmo il punto sul più grande fallimento dell'eurozona: un continente nel quale, a causa dell'assenza della flessibilità del cambio (il che è un regalo alla Germania e a ciò che altrimenti sarebbe un costosissimo marco tedesco), i paesi membri si trovano impossibilitati a svalutare per uscire dalla depressione. Vale a dire che in assenza della possibilità di effettuare una svalutazione esterna, i paesi europei in difficoltà (cioè quasi tutti) hanno avuto una sola scelta: la svalutazione interna, nota anche come crollo salariale. Questo è ciò che avevamo detto: "La maggior parte dei paesi europei (inclusa la Francia) hanno una disperata necessità di una svalutazione esterna, la quale è impossibile stando in un'unione monetaria, di conseguenza la svalutazione interna rimane l'unica opzione. È a questo punto che s'inserisce il famigerato concetto di austerità: da un punto di vista macroeconomico l'austerità non è tanto una pratica per rallentare la crescita del debito (anche perché né la Spagna né l'Italia hanno ridotto il ritmo di emissione del debito), quanto invece una pratica per acquisire progressivamente competitività di prezzo rispetto alla Germania: un obiettivo fondamentale per assicurare una qualche possibilità di sopravvivenza all'eurozona, cioè, abbassando i tremendi livelli di disoccupazione che assicurano quasi per certo "disordini" sociali nei mesi e anni a venire".
"E qui viene il guaio, perché mentre le proteste contro l'"austerità" (che come abbiamo recentemente fatto notare non è ancora stata veramente messa in atto in Europa, certamente non in Portogallo o in Spagna) sono un evento quotidiano nella maggior parte dei paesi PIIGS, ancora non avete visto nulla. Il motivo: per raggiungere l'inevitabile riequilibrio macroeconomico, e per far scendere lo spread tra il costo del lavoro dell'euro-periferia e quello della Germania, la maggior parte dei paesi europei dovrà assistere ad un crollo dei salari compreso fra il 30 e il 50 percento, per compensare l'assenza di svalutazione della moneta a livello del singolo Stato. E sì, questo riguarda anche la Francia. Questo viene ormai accettato da tutti. La nostra conclusione, tuttavia, esigeva di più: chiedeva una piena ammissione da parte degli efferati oligarchi di questa unione monetaria artificiale, il cui cui unico scopo - come tutto, del resto, in questa "Nuova Normalità" - è quello di facilitare il trasferimento di ricchezza dai poveri ai ricchi. Beh, oggi finalmente è accaduto l'impensabile, quando la seguente sorprendente affermazione è stata rilasciata da László Andor, della Commissione Europea, in un comunicato stampa intitolato "Al centro del rapporto annuale su occupazione e sviluppi sociali la necessità di affrontare i rischi della povertà lavorativa" - conclude la nota -".
Ecco il testo:
"I divari macroeconomici, sociali e occupazionali tuttora crescenti minacciano gli obiettivi fondamentali dell'Unione
sanciti dai trattati, ossia vantaggi generalizzati attraverso la promozione della convergenza economica e miglioramento
della vita dei cittadini negli Stati membri. Il rapporto 2013 dimostra come le basi dei divari attuali siano state poste nel
corso dei primi anni di introduzione dell'euro, giacché in alcuni Stati membri una crescita squilibrata, fondata
sull'aumento del debito alimentato da bassi tassi di interesse e su massicci afflussi di capitale, è stata spesso associata a
un andamento deludente della produttività e della competitività. Venuta meno la possibilità di svalutare la moneta, i
paesi della zona euro che tentano di recuperare competitività sul versante dei costi devono ricorrere alla "svalutazione
interna" (contenimento di prezzi e salari). Questa politica presenta però limiti e risvolti negativi, non da ultimo in
termini di un aumento della disoccupazione e del disagio sociale e la sua efficacia dipende da molti fattori come il grado
di apertura dell'economia, la vivacità della domanda esterna e l'esistenza di politiche e di investimenti che promuovano
la competitività non di prezzo."
E dunque ecco a voi, non dalla voce di qualche blog di nicchia o di qualche euroscettico radicale con la schiuma alla
bocca, ma dal bastione stesso di ciò che è la più artificiale costruzione dei tempi moderni, l'"Europa unita".
E adesso tratteniamo il respiro in attesa della reazione del grande pubblico, nel momento in cui esso realizzerà che

durante tutto l'ultimo decennio è stato apertamente ingannato ogni volta che un politico ha aperto bocca, e che tutto ciò
che hanno da mostrare come risultato è una disoccupazione al massimo storico e il peggior standard di vita per la
maggior parte delle persone (eccetto l'1 percento al top - il quale non ha mai avuto condizioni migliori) nella storia
europea recente.
Scritto daTyler Durden per ZeroHedge e tradotto in italiano da Voci dall'estero.

Dove firmare:
FRIULI VENEZIA GIULIA : UDINE SABATO MATTINA, MERCATO DI VIALE VAT
RESPONSABILI DI TAVOLO : PIERLUIGI FILIOS ( UML ) CELL: 329 6904119
DARIO CALLIGARO ( TERRA DOMANI ) CELL: 348 8265753
UFFICIALE CERTIFICATRICE : SIG.R FEDERICO SIMEONI
QUESTI I COMUNI DOVE SI PUO' GIA FIRMARE, NEI PROSSIMI GIORNI DAREMO NOTIZIA IN
TEMPO REALE DAL NOSTRO SITO !
UDINE - CAPRIVA DEL FRIULI - CORMONS - DOLEGNA DEL COLLIO - GORIZIA - MARIANO DEL
FRIULI - SAGRADO MONFALCONE - MORARO - MOSSA - RONCHI DEI LEGIONARI - SAVOGNA
D'ISONZO - STARANZANO - TURRIACO - VILLESSE - TRIESTE

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