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Sabato 9 presidio antifascista a Palmanova

Grim (Pd): nche in Fvg sabato scenderemo in piazza: il nostro appello va a tutti i cittadini e le cittadine, e le associazioni che vogliono unirsi a noi per manifestare contro estremismo, razzismo e xenofobia”

Sabato 9 presidio antifascista a Palmanova

“Ancor più dopo il blitz di ieri al quotidiano La Repubblica, serve una presa di posizione forte e netta contro le sempre più frequenti sirene neofasciste che si diffondono ovunque nel nostro Paese e in Europa. Per questo anche in Fvg sabato scenderemo in piazza: il nostro appello va a tutti i cittadini e le cittadine, e le associazioni che vogliono unirsi a noi per manifestare contro estremismo, razzismo e xenofobia”. Lo afferma la segretaria del Pd Fvg Antonella Grim, insieme a tutta la segreteria regionale, annunciando un presidio democratico sabato 9 dicembre a Palmanova (Udine), alle ore 11 davanti all’ex Caserma Piave in via Renier. La manifestazione, dal titolo “E questo è il fiore”, si svolgerà in concomitanza con quella nazionale a Como, dopo l’irruzione di un gruppo di naziskin all’assemblea di Como senza frontiere.

“Sarà un presidio a difesa delle radici repubblicane e democratiche del nostro Paese – sottolineano gli esponenti della segreteria Pd Fvg - senza simboli né bandiere. Non una manifestazione di partito, quindi, ma una chiamata a raccolta di tutte le donne e gli uomini che, come noi, si riconoscono nella nostra Italia nata dopo le devastazioni del nazifascismo. Un invito particolare alla partecipazione va a quanti sono impegnati nelle Istituzioni, che, nella Repubblica democratica, si riconoscono e testimoniano. Molti di noi – continuano i democratici - pensavano che fossero concetti ormai scontati, ma purtroppo non è così: esiste un germe neofascista che sta prendendo forza e che non può essere tollerato”.

La scelta dell’ex Caserma Piave non è casuale: questo luogo,  tra il 1944 e il 1945, fu un centro di repressione antipartigiana, dove vennero torturate oltre 900 persone, tra partigiani e civili, e dove trovarono la morte quasi 600 persone. In questo luogo sorgerà il Museo regionale della Resistenza.

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