Home / Politica / Sappada: ennesimo rinvio al 22 novembre

Sappada: ennesimo rinvio al 22 novembre

Rigettata l'obiezione del Consiglio veneto, che, però, potrebbe dover riformulare il suo parere positivo

Sappada: ennesimo rinvio al 22 novembre

Il tentativo del Presidente del Consiglio regionale del Veneto di stoppare l’esame della Camera per il ritorno di Sappada al Friuli è stato oggi smontato dalla Commissione Affari Costituzionali. L’obiezione sollevata si reggeva sul fatto che il parere favorevole era stato espresso con una mozione e non con una delibera. L’organo di Montecitorio, però, ha confermato la validità dell’intera procedura e così è stato possibile reinserire il punto nel calendario dei lavori dell’aula per mercoledì 22 novembre. Eventualmente entro tale data lo stesso Consiglio del Veneto potrà riformulare il proprio parere.

Secondo il portavoce del comitato di Sappada, Alessandro Mauro, "i margini per un'approvazione definitiva ci sono ancora, ma siamo agli sgoccioli". Infatti, nel momento in cui la legge di Bilancio approderà alla Camera, prevedibilmente a fine novembre, saranno sospesi tutti gli altri punti non ancora approvati.

Duro il commento del deputato friulano Gian Luigi Gigli, capogruppo di Democrazia Solidale-Centro Democratico: "In lingua veneta, la richiesta del presidente Ciambetti di far votare nuovamente il Consiglio regionale del Veneto per esprimere il suo parere sul passaggio del Comune di Sappada al Friuli potrebbe essere definita come l’atteggiamento di chi 'fa il mona per non pagare il dazio'. Ciambetti si ricorda del problema dopo che il Senato ha già deliberato e la Camera ha completato l’iter in Commissione Affari Costituzionali. Il procedimento, invece, è stato limpido e ineccepibile. Malgrado una strenua opposizione dei deputati friulani, alla fine è, però, passata - con il mio dissenso - la linea di rinviare a mercoledì prossimo la votazione in aula del provvedimento per il passaggio del Comune di Sappada al Friuli".

"Il ritardo di una settimana, se non pone problemi di tipo temporale legati al fine legislatura, rischia di aprire un problema politico - sottolinea Gigli -. Un voto contrario del Veneto, infatti, rischierebbe di rimettere in discussione il larghissimo consenso politico dimostratosi durante il passaggio in Commissione. La decisione, inoltre, crea un pericoloso precedente, quello per cui una lunga e complessa procedura può essere sempre riportata alla casella di partenza, come nel gioco dell’oca. In questo modo, oltre che con la storia e i sentimenti dei Sappadini, ci si prende gioco delle istituzioni. Per quanto mi riguarda io farò di tutto perché ciò non si verifichi".

"Il disegno di legge relativo all'aggregazione di Sappada al Fvg approdi subito in Aula per essere votato" Lo affermano, in una nota congiunta, il capogruppo alla Camera e segretario della Lega Nord, Massimiliano Fedriga, e l'onorevole Sandra Savino, coordinatrice di Forza Italia in Fvg.

"I cittadini di Sappada hanno diritto di avere risposte alla loro istanza. Ci auguriamo che mercoledì non si assista a ulteriori dilazioni e si proceda alla conclusione dell'iter della proposta di legge. È un impegno che abbiamo chiesto e ottenuto in Commissione Affari Costituzionali e, considerando il fatto che tutti i Gruppi si sono detti favorevoli, l'auspicio è che non ci siano cattive sorprese", concludono Fedriga e Savino.

“C’è chi sta seminando bucce di banana last minute, ma è tutta una messinscena. La politica con la “p” maiuscola non è quella che si nasconde dietro a cavilli burocratici senza fondamento per tradire la propria gente, che si è espressa in modo legittimo e democratico”. Lo afferma l’eurodeputata del Pd Isabella De Monte, prima firmataria del ddl per il passaggio del comune di Sappada dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, commentando la decisione della commissione Affari costituzionali della Camera di rinviare la discussione finale e decisiva del provvedimento in Aula a Montecitorio per dare la possibilità al Consiglio regionale del Veneto di esprimersi nuovamente sul distacco della cittadina montana.
Secondo De Monte “nessuno vuole fare uno sgarbo al Veneto né compiere atti di forza. Qui si tratta semplicemente di rispettare la volontà di una comunità che per dieci anni ha rispettosamente percorso un iter corretto, chiaro, trasparente, che ora qualcuno vorrebbe insabbiare: è inaccettabile. Mi domando: da quando in qua si chiede a un Consiglio regionale di esprimersi una seconda volta su un suo stesso provvedimento? Mettiamo forse in dubbio la volontà e la lucidità dei consiglieri regionali che votarono in modo inequivocabile a favore del trasferimento di Sappada al Fvg?”.

“Il Parlamento – osserva De Monte – oggi ha chiesto al Consiglio regionale di Venezia un atto che esiste già: è una decisione illogica, perché la mozione già approvata dalla Regione Veneto è legittima. Ricordo a tale proposito che il distacco del comune di Cinto Caomaggiore è stato approvato con una risoluzione e quello di Voltago con una mozione. Quindi anche il parere su Sappada - una mozione appunto - è legittimo. Ringrazio i deputati Paolo Coppola e Gian Lugi Gigli che si sono battuti duramente in commissione per procedere con l’iter legislativo e tutelare i sappadini”.

“Se il Consiglio regionale veneto non dovesse esprimersi in tempo oppure dovesse dare giudizio negativo al distacco di Sappada – sottolinea De Monte – l’esame del testo alla Camere potrebbe comunque andare avanti, perché il parere della Regione non è vincolante, come dimostra il caso dei comuni della Valmarecchia, passati dalle Marche all’Emilia Romagna anche con il parere contrario della Regione Marche”.  
  

0 Commenti

Economia

Sport

Spettacoli

Cultura

Tendenze

Gusto

Viaggi

Salute

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori