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Serracchiani sulle trivelle rivendica coerenza

"Nella legge di stabilità 2016, in vigore dal 1 gennaio di quest’anno, sono state inserite diverse di rivendicazioni per le quali mi sono personalmente battuta nel 2012"

Serracchiani sulle trivelle rivendica coerenza

19/03/2016

Debora Serracchiani, vice segretaria del Pd e governatrice del Fvg, nel suo blog (Serracchiani.eu), interviene sulla consultazione referendaria sulle trivelle, chiarendo la sua posizione, oggetto di polemiche poiché apparsa contraddittoria.
"Nel 2012 ho partecipato a Monopoli a una manifestazione pubblica assieme al partito provinciale di Bari contro la concessione di nuovi permessi per le trivellazioni marine - scrive Serracchiani -. Una manifestazione molto ampia e partecipata, con esponenti politici di tutti i partiti, che chiedeva il bando di nuove trivellazioni e il coinvolgimento dei territori in queste scelte di politica energetica. Rispetto ad allora, rivendico la mia coerenza con le scelte di oggi.

Nella legge di stabilità 2016, in vigore dal 1 gennaio di quest’anno, sono state infatti inserite diverse di quelle rivendicazioni per le quali mi sono personalmente battuta:

- il divieto di “fare nuove trivellazioni” diventa effettivo nelle aree marine protette e nel raggio delle 12 miglia dalla costa grazie all’eliminazione delle deroghe previste nel 2006 dal governo Berlusconi;

- tale divieto significa che vengono bloccati tutti i provvedimenti concessori a partire dal 1 gennaio 2016 (data di entrata in vigore della legge di stabilità), anche quelli già avviati ma non ancora giunti a compimento;

- le attività di trivellazione vengono declassate perdendo il carattere strategico, di indifferibilità e urgenza e conservando solo il carattere di pubblica utilità;

- viene abrogata la norma che consentiva al Governo di emanare il piano delle aree in cui sono consentite le attività di trivellazione; in questo modo le regioni e gli enti locali tornano ad avere voce in capitolo tramite la Conferenza Unificata;

- viene eliminata la possibilità di proroga della fase di ricerca degli idrocarburi (6 anni non più prorogabili) e della fase di coltivazione degli stessi (30 anni non più prorogabili);
Queste significative modifiche alla disciplina che regola le trivellazioni, frutto dell’ascolto dei territori e delle Regioni, hanno consentito il superamento di 5 dei 6 quesiti referendari presentati da alcuni consigli regionali. Il quesito referendario superstite riguarda solo le trivellazioni già in essere e la durata delle loro concessioni. Per questi motivi non lo ritengo utile, ma anzi suggestivo di creare aspettative distorte nei cittadini.

L’impegno per una politica energetica nazionale più rinnovabile è un impegno di medio/lungo periodo che stiamo già sostenendo concretamente e che non verrà ne’ scalfito ne’ facilitato dal risultato di questa consultazione. Il referendum è uno strumento prezioso di consultazione popolare (reso fra l’altro più accessibile dalla riforma costituzionale che il Parlamento ha recentemente approvato) che, per non essere svalutato, va proposto e sostenuto con la massima responsabilità.

Io sono convinta che l’Italia si cambia radicalmente governandola, prendendo decisioni ogni giorno. A differenza di chi pensa solo a cogliere ogni occasione per distorcere o strumentalizzare e poi si rivela incapace di incidere minimamente sulla realtà del nostro Paese, questo significa essere coerenti nei fatti e negli atti di governo. Chi, a prescindere dalla casacca - conclude Serracchiani -, non è in grado di farlo o preferisce star seduto a sentenziare, può tranquillamente continuare a compiacersi vergando acidi editoriali o ricostruendo scenari palesemente contraddittori".

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