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Stranieri a scuola: a Monfalcone negato il diritto studio a 60 bimbi

Interrogazione urgente della senatrice del Pd Tatjana Rojc ai ministri Bussetti e Fontana sulla decisione del sindaco Cisint

Stranieri a scuola: a Monfalcone negato il diritto studio a 60 bimbi

Finisce nelle aule parlamentari la decisione del sindaco di Monfalcone di fissare un tetto del 45% per la presenza di alunni stranieri in classe.

La senatrice del Pd Tatjana Rojc ha infatti presentato una interrogazione urgente ai ministri dell’istruzione (Bussetti) e della Famiglia (Fontana) per sapere se non vi siano “palesi violazioni degli artt. 2 e 3 della Costituzione” e quali iniziative intendano assumere “affinché sia assicurato a tutti i bambini il diritto allo studio e alla formazione, evitando un possibile trauma di una discriminazione precoce e, al contrario, offerta l'opportunità di una armoniosa e progressiva integrazione.”

Per la senatrice Rojc , “la conseguenza "patto" è che il prossimo settembre circa 60 alunni rischiano di essere esclusi dai percorsi formativi, sarà quindi loro di fatto impedito di conoscere coetanei di altre origini, avranno problemi di lingua e di inserimento nella comunità cittadina, mentre per le scuole materne di Monfalcone si aprirebbe un problema di insegnanti in esubero”. “Si tratta – scrive Rojc nell’interrogazione - di un grave pregiudizio per i bambini e le loro famiglie che non può essere risolto con la mera previsione di “esportare” gli alunni in eccesso con uno scuolabus che li accompagni eventualmente presso altri comuni, né con la costituzione, a carico di Fincantieri, di classi specificamente dedicate, come pretenderebbe il Sindaco di Monfalcone.”

Rojc rileva che “il problema della formazione di classi di soli stranieri o a larghissima presenza di stranieri è presente in varie località del nostro Paese e quindi appare necessario affrontare in modo organico un fenomeno che tocca in modo particolare alcune località ad alta densità d'immigrazione, soprattutto regolare e stanziale, al fine di prevenire frizioni e incomprensioni e favorire l'integrazione di alunni e famiglie stranieri, senza pregiudizio per lo svolgimento del cursus formativo degli alunni a tutti gli effetti italiani e italofoni”.


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