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Al Policlinico di Pordenone risonanze magnetiche di ultima generazione

Il nuovo strumento potrà esaminare fino a 25 pazienti al giorno e ha comportato un investimento di 1,6 milioni

Al Policlinico di Pordenone risonanze magnetiche di ultima generazione

Inaugurato al policlinico San Giorgio di Pordenone un nuovo super macchinario di ultima generazione per le risonanze magnetiche. Esegue tutti i tipi di risonanza, comprese le diagnosi oncologiche a prostata, addome e cervello, con una profondità e nitidezza dell’immagine al top della medicina odierna.

Ciò significa che localizza con massima precisione gli eventuali problemi favorendo l’efficacia degli interventi medici successivi. Ma i vantaggi sono anche altri, e non di poco conto. Il primo è che sono garantiti tempi d’esame più rapidi, il secondo è che il paziente si troverà in uno spazio molto più ampio e aperto rispetto ai soliti esami di questo genere, evitando così la classica sensazione di claustrofobia.

La nuova risonanza – ce ne sono solo 6 di questo tipo nella sanità pubblica del Friuli Venezia Giulia – potrà esaminare fino a 25 pazienti al giorno. Ha comportato un investimento di 1,6 milioni e si aggiunge agli altri due macchinari già presenti nella casa di cura privata di via Gemelli. «Abbiamo così chiuso il cerchio sulla diagnostica di qualità» da offrire ai pazienti, ha spiegato il vicedirettore Loris Brisotto.

I vertici del policlinico, con il presidente Maurizio Sist e il direttore sanitario Giovanni Del Ben, hanno invitato al taglio del nastro il sindaco Alessandro Ciriani, che ha poi visitato tutti i reparti.
«Siamo in una struttura capace di attrarre pazienti dal vicino Veneto - ha sottolineato Ciriani – e che agisce in modo complementare rispetto alla sanità pubblica pordenonese. Credo che la strada giusta sia bilanciare attentamente l’offerta sanitaria del nuovo ospedale con l’azione propositiva e virtuosa di investitori che mettono a disposizione della comunità qualità sanitaria, professionalità medica e capacità di investire su macchinari ultra moderni. Il policlinico è percepito dai pordenonesi come una struttura pubblica. E la formula vincente è contemperare le esigenze della sanità pubblica con quella privata che agisce per il bene del territorio».

Il macchinario targato Siemens rientra appunto in un ampio piano di investimenti del policlinico (che reinveste l’80 per cento degli utili) per potenziare la struttura e i servizi ai pazienti. Diversi gli interventi già effettuati e altri programmati dalla casa ospedaliera che attrae oltre il 50 per cento dei ricoveri da fuori regione.

«Negli anni stiamo di fatto man mano ricostruendo tutta la casa di cura – ha spiegato Sist - l’abbiamo ampliata e resa antisismica e abbiamo ristrutturato tutte le stanze dei ricoveri, ognuna delle quali è spaziosa, con bagno, e con servizi moderni. Ora stiamo ampliano e rifacendo la zona d’accesso. Una parte è già completata, il resto dei lavori partirà dopo l’estate».

Tra le novità, l’insediamento da settembre di medici di base, probabilmente 4, all’interno della casa di cura. Una soluzione che garantisce ai pazienti un servizio completo in loco.


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