Home / Salute e benessere / Combatto il male col sorriso

Combatto il male col sorriso

Federica Rizzi da anni convive con diversi tumori, ma riesce a essere comunque una persona solare: “Affronto la malattia per me e per la mia famiglia. I miei figli e mio marito sono la mia forza”

Combatto il male col sorriso

Lei ha una grande voglia di andare avanti, nonostante tutto, che sa contagiare chi le sta vicino. Federica Rizzi, 44 anni di Colugna, nel 2015 scopre di avere un tumore al seno, già in metastasi. Da lì inizia il calvario: si sottopone alla chemioterapia, ma dopo qualche giorno deve essere ricoverata. Sta in ospedale quattro mesi, dal momento che un batterio ha approfittato delle sue basse difese immunitarie per attaccare un braccio. In quei 120 giorni, 12 dei quali trascorsi in coma, Federica è stata sottoposta a 27 interventi. Lo scorso anno il male si ripresenta nei polmoni, nel fegato e nelle ossa. “Eppure, sono sempre positiva”, racconta.

Qual è il messaggio che vuole lanciare alle donne che si trovano nelle sue condizioni?
“Che bisogna saper essere forti e combattere il male. Anche contro chi dice che non ce la puoi fare. Così affermarono alcuni medici, che mi volevano addirittura tagliare il braccio. Mi sono opposta. Ho fatto tanta camera iperbarica a Trieste, cosa che ha contribuito a salvare l’arto. Nonostante me ne manchi una parte, riesco a fare tutto”.

Lei ha una grande voglia di vivere...
“Vero, ma devo dire che sono anche molto supportata, ho tante persone che mi amano, dalla famiglia agli amici. Sono fortunata. Cerco di non pesare solo su una persona: queste situazioni sono un vero e proprio macigno per chi ti vuole bene. Credo che sia più pesante per loro che per me: io ho il mio cammino da percorrere e vado sempre avanti. Chi mi sta vicino ha i sui problemi a gestire le cose”.

Quando lei racconta la sua storia, riesce a farlo sorridendo. Come ci riesce?
“Non sono sempre cosi, ci sono anche i momenti di crisi. Tuttavia, riesco a superarli. Lo faccio principalmente per i miei bambini, la cosa più importante per me e la forza che mi ha permesso di andare avanti”.
Continua con le cure?
“Sì, e so che anche se starò bene dovrò seguirle tutta la vita, a partire dai biologici ogni 21 giorni. Non è semplice, ma se devo affrontare tutto questo per vedere i miei figli crescere, per mio marito (e anche per me), sì, lo faccio”.

Oggi lei fa parte dell’Andos. Come l’ha conosciuta?
“Mi sono iscritta dopo essere tornata a casa dai 4 mesi in ospedale. Dall’associazione ho avuto sia un sostegno psicologico, sia uno fattivo quando mi sono sentita nuovamente male. Senza contare le iniziative, anche divertenti, organizzate dall’Andos.Non creda che noi si parli solamente delle tristezze e della disperazione. Parliamo anche di cose belle. Sono stata a cavallo, ho anche fatto la pet therapy (amo gli animali). E’ un’associazione solare, come sono io”.

Come fa a essere così solare?
“Non riesco a esserlo sempre, ma l’affrontare in questo modo la situazione mi dà equilibrio e la forza di andare avanti. E poi mi faccio scivolare via determinate cose. Non do troppa importanza a determinate cose che mi dicono, altrimenti non si riesce a vivere”.

Si riferisce ai medici?
“Sì, faccio tutto quello che mi raccomandano, ma con tranquillità. Non ci penso troppo. Non conosco bene determinati aspetti della mia malattia. Volutamente, perché ho anche paura. Non voglio sapere tutto, non m’interessa. E comunque, la vera cura, con alti e bassi, è la mia famiglia. Da questo punto di vista sono fortunata, se penso che ci sono persone che non hanno nessuno accanto. Se fossi stata depressa, le cose per me non sarebbero andate così”.

0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Spettacoli

Sport news

L'APPELLO

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori