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‘Film Revolution’, a Trieste il ’68 si celebra a partire dal cinema

‘Film Revolution’, a Trieste il ’68 si celebra a partire dal cinema

Nato con un’edizione ‘zero’ nel 1987, alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, il ‘Trieste Film Festival’ è un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti al pubblico italiano ed ‘occidentale’

Da 29 edizioni, è il principale appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale. Nato con un’edizione ‘zero’ nel 1987, alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, il ‘Trieste Film Festival’ è  un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti al pubblico italiano ed ‘occidentale’. Più che un festival, un ponte che mette in contatto le diverse latitudini d’Europa, scoprendo in anticipo nomi e tendenze.
Il tema era quasi inevitabile, per la prima rassegna cinematografica dell’anno: i 50 anni dal’68. ‘Film Revolution’ è il sottotitolo di un’edizione che riporta come data di svolgimento “19-28 gennaio 1968”, con l’anno delle rivolte barrato per far spazio al 2018. Nei dieci giorni di proiezioni, incontri, concerti, eventi speciali e molto altro, la ‘film revolution’ sarà fatta rivivere all’interno di una sala cinematografica (il Rossetti e il Teatro Miela) e nell’immagine scelta per promuovere il festival: una foto d’epoca di Mario Magajna a Trieste in versione ‘psichedelica’ e caleidoscopica.
Per raccontare l’anno del cambiamento e il suo influsso sul tempo presente, già la giornata d’avvio sarà ‘rivoluzionaria’, con la proiezione venerdì 19 di Sympathy for the Devil di Jean-Luc Godard, film-manifesto del ’68, affrontato anche nel convegno ‘Rock + cinema’. Al ritmo di una decina di eventi al giorno, saranno presentati i lungometraggi, i corti e i documentari in concorso, selezionati tra la produzione dell’Est Europa, e le pellicole in gara per il Premio Salani.
Centrale la selezione ‘Rebels 68’, che comprende titoli storici legati agli anni della rivoluzione (dei vari Truffaut, Antonioni, Roeg, Bertolucci, Bellocchio…), ma anche pellicole che raccontano il ’68 dall’altra parte del ‘muro’, come Oratorio per Praga, l’ungherese Agitatori, lo jugoslavo L’agitazione di giugno e molti altri. Tra gli eventi collaterali, workshop dedicati alle realtà virtuali, ma anche concerti serali (per esempio, il tedesco-balcanico Shantel) e approfondimenti su realtà come gli hippies sovietici anni ’70 (!), la diffusione della techno nella Mosca dei ’90 e la storia dei mitici studi di registrazione Hansa, a Berlino, vicino al muro.

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