Home / Spettacoli / Barbara De Rossi: “Di violenza non si parla mai troppo”

Barbara De Rossi: “Di violenza non si parla mai troppo”

Sabato 20 gennaio al teatro della corte di Osoppo 'Il bacio'

Barbara De Rossi:  “Di violenza non si parla mai troppo”

L’incontro tra due anime può avvenire ovunque, persino su una panchina in un bosco, come nel dramma “Il bacio” dell’olandese Ger Thijs. A portare in scena questo testo complesso e tutto giocato sulle sfumature dei sentimenti, sabato 20 al teatro della corte di Osoppo è Barbara De Rossi, affiancata sul palco da Francesco Branchetti. “’Il bacio’ è un testo straordinariamente e profondamente intriso di umanità; è la storia di un incontro tra un uomo e una donna; una panchina, un bosco, dei sentieri, due vite segnate dall’infelicità, forse dalla paura ma che, in una sorta di magica ‘terra di mezzo’ arrivano a sfiorarsi, a toccarsi” dice l’attrice romana che abbiamo intervistato alla vigilia della tappa friulana.
“I due protagonisti non sono subito sinceri, lo diventeranno man mano ed esprimeranno le loro fragilità, le insicurezze, i sogni e le disillusioni – prosegue la De Rossi -. Siamo in tournée da due anni con questo spettacolo, che non era mai stato allestito prima in Italia, e riscontriamo continuamente l’apprezzamento del pubblico”.
Uno spettacolo che si gioca sul filo dei sentimenti, a volte anche contrastanti. Ma Barbara De Rossi è abituata a parlare di relazioni e di stati d’animo, come conferma la nuova stagione de ‘Il terzo indizio’ (il programma televisivo in cui parla di casi di cronaca di violenza sulle donne) che la vede alla conduzione.
“A causa di vicende personali conosco bene la situazione delle violenze domestiche e me ne occupo dal 2008 in televisione – spiega -. Alla luce di questa esperienza, che mi vede anche impegnata in associazioni di volontariato, posso dire che il grande clamore di questi mesi sul caso Weinstein, sul movimento Metoo e, in generale sulle molestie e pressioni subite dalla donne non può fare del male. Di queste situazioni è importante parlarne comunque. Non importa se la denuncia è tardiva. Qui non si tratta di processi, qui si tratta di acquisire una consapevolezza per cui non ci si deve più sentire costrette a subire pur di tenersi un lavoro. A volte si può dire ‘no’ e lo si può dire con forza. Le conseguenza ci saranno, ma probabilmente ci saranno anche altre e nuove opportunità. Purtroppo per le donne ogni conquista è stata faticosa, ma sono convinta che anche uscire da questi tunnel in cui ci si trova prigioniere di strade a senso unico sia possibile. E parlarne può essere un modo come un altro per cominciare a cambiare le cose”.

0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Sport news

Cultura

L'APPELLO

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori