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La parola è sacra e pure la musica

Pordenone crocevia di spiritualità, culture e religioni attraverso concerti e arte, anche guardando agli ‘altri

La parola è sacra e pure la musica

Dodici concerti, tre grandi mostre sul territorio, una giornata di studio sui temi della pace e 5 mostre per le scuole regionali, affidate a talentose illustratrici: fino al 16 dicembre a Pordenone è di scena la 26a edizione del Festival internazionale di musica sacra promosso da Presenza e Cultura, per la direzione artistica di Franco Calabretto e di Eddi De Nadai.
Il Festival, che si apre sabato 21 nell’Auditorium Concordia, farà della città un crocevia di spiritualità, culture e religioni attraverso musica, arte, illustrazione. A inaugurare il cartellone, che propone incursioni in nuove location del Friuli e del Veneto orientale, la performance della Confraternita Alb–Rifai: per uno sguardo ‘altro’ sull’Islam, un diverso approccio all’ascesi testimoniato attraverso Canti e danze cerimoniali del sufismo.
Altri appuntamenti simbolici: la Misa Criolla che fonde ritmi popolari latino-americano e temi cattolici, con l’Intende Voci Chorus e l’Ensemble I Giambellindios, La via della Pace, l’Ottetto Sloveno nella prima assoluta di Elegia, tratta da Rilke, i Canti della Liturgia in rito armeno dell’ensemble vocale Edesse.  A completare il programma, il recital dell’organista Elisabeth Zawadke, il progetto itinerante di tre giovani del Conservatorio di Udine e le esperienze musicali interetniche col coinvolgimento di immigrati nel territorio.


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