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Paolo Lorenzi è il re di Cordenons

Paolo Lorenzi è il re di Cordenons

Tennis - Il campione azzurro fa il bis, superando in finale l'ungherese Mate Valkusz

Paolo Lorenzi fa il bis: dopo il trionfo del 2012, il trono del Challenger di Cordenons Acqua Dolomia Tennis Cup è di nuovo suo. Non certo un’impresa di facil fattura, però, per il toscano mettere le grinfie sul rinomato torneo pordenonese. Sul suo cammino Paolo incrocia, infatti, fior fior di giocatori, il noto spagnolo Tommy Robredo su tutti, incappando poi in finale in Mate Valkusz, uno sfavillante biondino ungherese con 20 anni all’attivo e tanta voglia di emergere.

Il match a cui i due danno vita si profila così vibrante e intriso d’emozioni. Sono sull’onda dell’equilibrio i game inaugurali dell’incontro, fino al tre pari, poi Lorenzi, forte della sua esperienza e dell’indole da lottatore che da sempre lo contraddistingue, infila la marcia in più, conserva il suo turno di servizio, mette a segno il break e prende il largo, chiudendo i conti sul 6-3.

L’exploit di Lorenzi continua poi vigoroso nelle prime battute del secondo parziale, dove un istantaneo break fa sperare in un match in discesa per il toscano. Non è, però, così: Mate, infatti, di tirare i remi in barca proprio non ne vuole sapere, si ricompatta e dà sfoggio del suo miglior gioco. Mitragliando da fondo e capitalizzando a rete il next gen ungherese arpiona il set con il punteggio di 6-3. Il verdetto finale spetta così all’ultimo parziale.

Sprint iniziale nuovamente brillante quello di Paolo che, senza sbavature, si porta subito sul 3-0. Mate, però, ancora una volta, non si dà per vinto, con potenza e intelligenza tattica sta alle costole dell’azzurro fino a riagguantarlo sul 4 pari. Ma Paolo si sa, è un combattente nato, resistente come una roccia da fondo campo e delicato come una farfalla a rete, trascinato dal tifo e dall’amore dei 2500 supporter sugli spalti, sigilla il match con gli ultimi decisivi tap-in. È 6-4 per l’azzurro. Il pubblico è in visibilio, gli applausi scrosciano spontanei.

Sono anche per il giovane Mate che dal campo esce zoppicante: al match ha donato tutto, pure l’ultimo granello di energia. È anche lui, come Lorenzi, un esempio di sacrificio, un esempio di vita.

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