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Val Resia: nasce la salita Ron Hubbard

Battesimo per la via a quota 1.700 metri, nel Parco Naturale delle prealpi Giulie dedicata all’esploratore Usa

Val Resia: nasce la salita Ron Hubbard

Si è concluso con successo l'ambizioso progetto d'esplorazione e d'avventura degli Amici di Ron, club di esploratori, alpinisti e Gente di Montagna all'interno della Fondazione internazionale Friends of Ron. L'obiettivo di creare una via d'arrampicata lunga sul torrione del Mulaz presso il Parco naturale della prealpi Giulie, a quota 1.700 metri, è stato raggiunto e ha superato gli esami di omologazione. "Un bel lavoro" commenta a caldo Massimo Laurencig, guida alpina, contattato dagli Amici di Ron per l'omologazione e salito in parete lo scorso 18 ottobre con Giovanni e Pietro Placentino. "E' sicura e ha superato il mio esame. Il secondo tiro di corda credo che sia anche migliore del primo, ma per arrampicarsi occorrerà aspettare la bella stagione".

"In totale", afferma Renato Ongania, coordinatore del progetto, "sono stati installati 37 chiodi per due tiri di corda. La via è lunga 70 metri con due soste attrezzate con catena e anello per fare le discese in corda doppia. Abbiamo dedicato a questo progetto centinaia di ore di volontariato. Quanto a bellezza e sicurezza la potremmo paragonare alla L. Ron Hubbard Way di Los Angeles, realizzata nel 1997".

La L. Ron Hubbard Mulaz Climbing Route ha una difficoltà stimata 6C (gradazione francese), si estende sulla parete nord del torrione Mulaz, nel territorio del comune di Resia, dove sorge il bivacco Costantini, gestito dal Cai Manzano. Il progetto era stato presentato al sindaco di Resia, Sergio Chinese, lo scorso 12 agosto da una delegazione di 23 soci degli Amici di Ron giunti per l'occasione da Lombardia, Veneto e ovviamente Friuli-Venezia Giulia, assistiti da alcuni volontari della protezione civile della comunità di Scientology di Milano. In quell'occasione fu suonato anche un inedito "Inno al Mulaz", sia a Resia città che in quota.

"Giovanni e Pietro Placentino hanno fatto un ottimo lavoro di chiodatura. I ringraziamenti vanno anche a Victoria Khitin (moglie di Giovanni), Remo e Stefano Di Lenardo, infaticabili 'Gente di Montagna' di Oseacco (Resia). Gli sforzi per arrivare a questo raggiungimento sono stati ben ripagati. Sulla sommità del torrione Mulaz ora sventola una bandiera con il simbolo che racchiude le iniziali di Lafayette Ronald Hubbard (LRH), o come L. Ron Hubbard raccomandò, semplicemente 'Ron' per gli Amici. Oggi la bandiera di Ron è testimonianza del valore e del piacere della ricerca della libertà a cui L. Ron Hubbard ha dedicato gran parte della propria vita di esploratore, scrittore e filosofo. Abbiamo voluto la via d'arrampicata perché ispirati dal suo amore per l'avventura e l'esplorazione, passioni che hanno contraddistinto la vita di Hubbard e che lo hanno portato ad amare l'uomo e a capirlo mediante Scientology. Siamo orgogliosi anche di aver saputo regalare a questa parte dell'Italia che ha lottato per la libertà durante la Grande Guerra, una via d'arrampicata bella e sicura che da oggi porta il nome del più grande amico dell'umanità: L. Ron Hubbard.

A pochi passi dalla nuova via chiodata dai fratelli Giovanni e Pietro Placentino, sono ancora presenti tracce dei trinceramenti italiani risalenti alla Grande Guerra. Presso il Passo Infrababa piccola, ci sono i resti dei contrafforti del Monte Canin.

STORIA. Il 24 ottobre 1917, dopo due anni e mezzo in cui l'esercito italiano si era tenuto prevalentemente all'offensiva, la 14esima armata austro-germanica scatenò la 12esima battaglia dell'Isonzo, sviluppatasi nel famigerato "Sfondamento di Caporetto". Sul campo di battaglia un totale di 20.000 soldati. L'ultimo atto si consumò nella sera del 28 ottobre, quando alcune centinaia di alpini stremati dalla marcia sotto la tormenta e dai combattimenti dei giorni precedenti, caddero catturati presso Stolvizza. Anche questa è una pagina di storia custodita dalle splendide montagne della Val Resia.
L. Ron Hubbard - Mulaz Climbing Route, Fratelli Placentino al taglio del nastro che ha dato il via ufficiale al progetto di creare la via dedicata a Ron Hubbard nel Parco delle Prealpi Giulie (Udine). Durante la primavera del 1928, all'inizio del suo secondo viaggio in Asia, il diciassettenne L. Ron Hubbard scrisse:
Su di una vetta inondata di sole
   Attraversavo la neve e il granito,
Sotto di me la distesa del mondo.
   Stanco, sedetti immerso in pensieri
Sopra di un mostro di pietra cinerea
   Fesco e leggero un vento inondava
La mia fronte stanca di wuesto bel mondo.
   Sotto ai miei piedi
Giacevano in fila
   Tutte squadrate di grano e di fieno
Le fattorie, verde chiaro e verdone,
   Castano chiaro e scuro marrone.
E distaccata la mia mente pensava.

ESPLORATORE E UOMO D’AVVENTURA. Al suo ritorno dall’Asia agli Stati Uniti e dopo un frettoloso completamento della sua istruzione liceale interrotta, il giovane Ron Hubbard si iscrisse alla George Washington University. Lì, guadagnò le ali di pilota acrobatico pionieristico agli albori dell’aviazione americana. Guadagnò anche una posizione nel libro dei record di volo libero per il più lungo volo prolungato sopra Detroit. Inoltre, come cronista itinerante per lo Sportsman Pilot, contribuì ulteriormente ad ispirare una generazione di piloti destinati a rendere l’America una potenza aerea mondiale. Appena finito il secondo anno di università, L. Ron Hubbard intraprese la prima delle sue numerose spedizioni etnologiche, inizialmente verso le coste dei Caraibi, allora incontaminate. Diversi mesi dopo, tornò nelle Indie Occidentali per la spedizione mineralogica portoricana che culminò in uno dei primo rilievi completi dell’isola sotto la giurisdizione americana.

Ci furono molte altre avventure in questa direzione: come membro a vita del famoso Explorers Club, L. Ron Hubbard tracciò le mappe nautiche del Pacifico del Nord con un cercatore radio di direzione di tipo sperimentale, e fu così il pioniere di un sistema di navigazione a lungo raggio universalmente impiegato fino alla fine del ventesimo secolo. Mentre come altro aspetto da una vita indicibilmente avventurosa, L. Ron Hubbard ottenne la rara licenza di Mastro Marinaio che gli conferiva il diritto di pilotare navi a vela in qualsiasi oceano. Il punto maggiore, come spiegò lui stesso: “Solo un essere col più elevato senso di avventura e dedizione possibile tenterebbe mai di risolvere l’enigma dell’esistenza dell’Uomo e del suo destino”.

QUI MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA NUOVA VIA.

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