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Dieci anni di successo per Diamo un taglio alla sete

Il ricavato andrà ai progetti del missionario friulano Dario Laurencig

Dieci anni di successo per Diamo un taglio alla sete

Ha superato il tetto delle milleduecento presenze - di cui almeno 200 bambini per i quali era stato organizzato un parco giochi con scivoli gonfiabili - la grande festa che ha fatto da cornice domenica scorsa a Nimis all'imbottigliamento del vino “Diamo un taglio alla sete”. Oltre 100 i volontari impegnati a rendere unica questa giornata. L’iniziativa di solidarietà, nata grazie a un gruppo di enologi usciti nel 1994 dalla scuola di specializzazione in enologia dell’Istituto Agrario di Cividale, quest’anno ha festeggiato i dieci anni di vita ed è finalizzata a sostenere i progetti del missionario friulano fratel Dario Laurencig che opera da 40 anni nell’arida regione del Turkana (Kenya) e in altri paesi africani (Uganda, Sud Sudan).

E lo ha fatto come sempre con numeri da record: una colossale grigliata con 200 polli, 200 chilogrammi di costa e altrettanti di salsiccia, 90 Kg di pastasciutta “alpina” preparata dal gruppo ANA di Tricesimo, oltre ai prodotti Sauris IGP “firmati” Wolf, pizze, formaggi del territorio, porchetta preparata da docenti e allievi del Civiform di Cividale e molto altro ancora.  Molto apprezzato il programma dell’intrattenimento musicale con il gruppo di ottoni gli Splumats, i cori gospel Sand of Gospel e Saint Lucy Gospel Choir, le sonorità africane dei gruppi “Kay Tribu” e “Tryo Yerba” e le musiche delle Ande dei T.E.M.A. (Taller Experimental de Musica Andina). Nel corso della giornata c’è stato anche un momento di riflessione con un breve resoconto delle attività finora realizzate e la consegna di una bottiglia speciale commemorativa alla signora Silvia, vedova di Giorgio Di Bert che all’Istituto Agrario “Paolino d’Aquileia” fu apprezzato docente degli enologi  “Fuori di Sesta”  e a Illa Cussigh, proprietaria con il consorte Benito della “bressana” di Nimis che aveva ospitato dieci anni fa i primi incontri dai quali nacque il progetto di solidarietà.

Un progetto grazie al quale in dieci anni (nove imbottigliamenti) sono stati raccolti quasi 300 mila euro e sono state prodotte 20 mila bottiglie e 2.500 magnum. Anche per l’edizione 2016 (il decimo imbottigliamento) il ricavato sarà devoluto a fratel Dario. I vini realizzati sono stati due, un bianco e un rosso, ottenuti assemblando la “materia prima”  offerta dai quindici enologi, ai quali si sono aggiunti altri produttori friulani. Sono state confezionate 4 mila bottiglie e 150 magnum. Il tutto a costo zero, perché oltre al vino, anche tutto il necessario viene offerto da generosi supporters: bottiglie, tappi, capsule, etichette, scatole e cassette, compreso il confezionamento effettuato come da tradizione dall’unità mobile di imbottigliamento del centro di riferimento enologico di Giuseppe Lipari.

La festa dell’imbottigliamento si è svolta nell'ampio piazzale della cantina dell'azienda agricola “I Comelli”, con lo sfondo scenografico dei vigneti di Ramandolo, ed è stata preceduta da una serata musicale con il doppio concerto delle band “¿CUINON?” e “T-BREAD”, nella quale è stata presentata l’Associazione di volontariato “Diamo un taglio alla sete FVG” e un bilancio di questi 10 anni di attività. Per informazioni su come reperire le bottiglie di “Diamo un taglio alla sete” edizione 2016 e partecipare così all'iniziativa di solidarietà si può visitare il sito Internet www.diamountaglioallasete.org.

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