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La Chiesa udinese punta sui valori

Giovedì 12 luglio in Cattedrale l’Arcivescovo di Udine Mazzocato, ha presieduto la Santa Messa nella solennità dei Patroni, Santi Ermacora e Fortunato

La Chiesa udinese punta sui valori

«La centralità inviolabile della persona umana qualunque sia la sua condizione di vita, il valore della famiglia come cellula vitale sia nella comunità cristiana che nella società civile, l’attenzione prioritaria ai più deboli e ai più poveri, i beni materiali considerati sempre come mezzo e mai come fine». Quattro valori di un «elenco che potrebbe continuare» frutto di quel grande incontro avvenuto ad Aquileia «tra la cultura romana e il Vangelo di Gesù predicato e testimoniato fino al sangue anche dai nostri due Patroni»: «È stato questo incontro che ha generato una nuova civiltà fondata su alcuni capisaldi che sostenevano la vita delle persone e di tutta la società». È partito da qui l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, per ricordare l’importanza e la significatività della scelta compiuta dagli udinesi nel volere come propri patroni i Santi Ermacora e Fortunato. L’occasione è stata quella tradizionale della Santa Messa, giovedì 12 luglio, nella solennità dei due santi, celebrata in Cattedrale alla presenza di numerose autorità civili e militari e con i labari delle associazioni della città che facevano bella mostra di sé ai lati dell’altare.

«Per Udine – ha proseguito il presule –, essere la città dei santi Ermacora e Fortunato, significa qualificarsi per i grandi valori per cui loro hanno vissuto fino al martirio e nei quali, a nostra volta, vogliamo continuare a credere. Non ci è difficile constatare come verso questi pilastri della civiltà che i santi Patroni ancora ci trasmettono, sia in atto da tempo un’opera metodica di erosione subdolamente portata avanti da interessi più o meno occulti. È un’azione negativa contro le radici della nostra cultura e della nostra stessa civiltà portata avanti in tutto l’occidente cristiano». «Vorremmo, in tutti i modi, preservare da tale erosione la nostra terra e la nostra città di Udine e far scoprire ai nostri figli quanto sia bello vivere in una società nella quale la persona è rispettata dal suo nascere al suo morire, è sostenuta la famiglia di padre, madre e figli fondata sul matrimonio, sono aiutati i deboli di qualunque età, condizione e provenienza e si coltivano interessi culturali e spirituali più alti di quelli solo materiali».


E ricordando come con la celebrazione dei Primi Vespri dei Santi Patroni si sia dato ufficialmente avvio al progetto diocesano delle Collaborazioni pastorali, l’Arcivescovo ha proseguito: «La Chiesa udinese è pronta a rinnovare il suo impegno in questa missione che ha ricevuto dal Vangelo predicato dai santi martiri Ermacora e Fortunato. Il progetto pastorale che ho ufficialmente avviato ieri sera si muove su questi obiettivi. Siamo aperti, poi, a collaborare fattivamente con quanti sentono amore per la nostra città e per la qualità di vita che in essa si respira. Penso, in particolare, a coloro che si trovano a ricoprire delle responsabilità più importanti a servizio del bene comune».

E non è mancata una preghiera per chi si trova a guidare la città di Udine. «In questa celebrazione, riservo e riserviamo una preghiera particolare per i componenti dell’amministrazione comunale, recentemente eletti con consultazione democratica; per il signor Sindaco e i suoi collaboratori. Scenda su di loro e sul loro operato l’intercessione di Ermacora e Fortunato perché abbiano la sapienza e il coraggio di scelte che contribuiscono a rendere Udine una città che si apre al futuro nutrendosi sempre alle profonde radici  della sua tradizione. Sono strade percorribili grazie alla comune collaborazione e sotto la protezione dei nostri Patroni».

Numerose le autorità presenti, dal sindaco Pietro Fontanini al vicepresidente del Consiglio regionale, Stefano Mazzolini e i consiglieri regionali Mariagrazia Santoro e Franco Iacop, nonché il questore di Udine, Claudio Cracovia. Diversi anche gli assessori e i consiglieri comunali della città. Tante le autorità militari che come sempre non hanno voluto far mancare la propria presenza.

Alla fine della celebrazione – come da tradizione – l’Arcivescovo ha impartito, dal sagrato della cattedrale, con le reliquie dei Santi la benedizione alla città.

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