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La carica dei duemila alla Cantada di Monfalcone

Nel testamento di Sior Anzoleto, Manfrini non ha risparmiato nessuno

La carica dei duemila alla Cantada di Monfalcone

Una Cantada partecipatissima come da tradizione, quella Monfalconese. Dove oltre duemila persone si sono ritrovate, in piazza della Repubblica, per ascoltare il testamento del sior Anzoleto e cantare assieme le canzoni tipiche della festa bisiaca, prima di assistere alla tradizionale sfilata dei carri per il centro cittadino. Un testamento che non ha risparmiato nessuno, soprattutto della classe politica: ha mantenuto la promessa, Sior Anzoleto, che aveva annunciato di averne per tutti. Così, fin dall’inizio, non vi è stata tregua per la cosiddetta ‘Magnadora’, vale a dire i dirigenti. Primo argomento i licenziamenti e la condizione del lavoro nell’Isontino, piaga uscita allo scoperto solo nelle ultime settimane. Quindi la politica nazionale, regionale, locale, la sanità pubblica e non ultima l’amministrazione comunale, presente in prima fila ad ascoltare quanto i protagonisti del carnevale avevano da dire loro. Problemi che per una giornata sono sembrati sparire dietro alla coltre di sorrisi, di risate e di canzoni, sotto l’ala della bandiera della città, issata a inizio manifestazione.

Un intero territorio, il mandamento Monfalconese, che sa ancora divertirsi e trovarsi nella festa, e l’ha saputo dimostrare ancora un volta all’appuntamento del carnevale, un tripudio di colori e di maschere di ogni tipo, dai più grandi ai più piccini. Perché, come conclude anche il notaio Gratariol al termine della manifestazione: “Ordiniamo e comandiamo che questa usanza non venga mai meno finché un solo monfalconese calpesterà le strade di questa cara città”

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