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Sacchetti della verdura a pagamento e i consumatori si ribellano

Novità salata dal 1° gennaio per chi fa la spesa e acquista frutta, carne e pesce

Sacchetti della verdura a pagamento e i consumatori si ribellano

Anno nuovo... tasse e orpelli nuovi. Ai consumatori italiani proprio non è piaciuta l'ultima novità introdotta al supermercato, quella cioè di dover pagare i nuovi sacchetti della verdura, ma anche carne e pesce. Dal 1° gennaio 2018, infatti, è entrato in vigore quanto stabilito dall'art. 9-bis della legge di conversione del d.l. Mezzogiorno (legge 3 agosto 2017, n. 123) che prevede l'utilizzo di appositi sacchetti per la pesatura e l'acquisto di verdura, carne e pesce nei punti vendita. Sacchetti che hanno un costo che ovviamente ricade sul consumatore.
Il provvedimento adottato è stato deciso dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel 2015 per contrastare significativamente il consumo e l'utilizzo dei sacchetti di plastica e ridurre l'inquinamento.
I nuovi sacchetti, infatti, sono realizzati in materiale riciclabile, esattamente come le borse della spesa oramai in uso da diversi anni, ma hanno un costo. Il prezzo  oscilla, a seconda del negozio, tra l'uno e i cinque centesimi, fino a un massimo di 10 centesimi. Secondo le stime di Assobioplastiche la spesa oscillerà fra 4,17 e 12,51 euro per famiglia.
Vietato per motivi igienici utilizzare borse bio portate da casa o shopper di stoffa o carta.
La frutta e verdura con buccia non edibile, che quindi non si può mangiare, può essere messa sul piatto della bilancia ed etichettata come molti hanno già fatto, ma per tutto il resto degli acquisti sembra non ci siano scappatoie. Decisamente impossibile trovare alternative per l'acquisto di carne e pesce.
Sui social è però già scoppiata la polemica e non si contano i post e i gruppi che affrontano l'argomento contestando il nuovo provvedimento e proponendo ingegnose soluzioni.
Attenzione però che in alcuni punti vendita il costo del sacchetto è già automaticamente stabilito al momento della pesatura della verdura. Etichettando la verdura sulla buccia, quindi, si corre il rischio di pagare un sacchetto che non viene acquistato.

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