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Successo per la Pordenone Design Week

Conclusa la sesta edizione. Il format pordenonese attira l’attenzione dell’università di Cambridge

Successo per la Pordenone Design Week

Si è conclusa la sesta edizione della Pordenone Design Week, un appuntamento che ha messo in connessione università, industria, e centro cittadino. 200 studenti di Isia Roma Design hanno lavorato con 11 aziende, presentando dei concept a seconda delle esigenze e delle richieste di ogni impresa. Se il cuore pulsante che rende unica la Design Week sono i workshop in cui gli studenti si mettono alla prova per le aziende, l’evento coinvolge sempre di più la città di Pordenone.

In questa edizione, dopo la lectio magistralis del fondatore di Valcucine Gabriele Centazzo, martedì 14 alla galleria Pizzinato, il convegno “I futuri del futuro” ha portato in città intellettuali di livello internazionale come Derrick De Kerckhove e Gerfried Stocker. Quest’ultimo è direttore di Ars Electronica, centro di Linz che mescola arte e innovazione, dove si fa costantemente ricerca per i brand più importanti del mondo. Dopo aver visitato la Design Week, Stocker ha invitato ufficialmente una delegazione pordenonese in Austria, per entrare a far parte del forum sulle piccole città innovatrici.

Mercoledì 15, nella sede di Unindustria a palazzo Klefisch, il convegno “Pordenone Made in Italy” ha puntato i riflettori sulle eccellenze del nostro territorio, riconosciute nel mondo.

Come ha sottolineato la presidente dei giovani industriali, Lia Correzzola, “i workshop non potevano rimanere chiusi in Università, dovevano essere il perno di un discorso più coinvolgente per il passante, in modo da far respirare design e innovazione a tutta la città. Ed ecco l’idea di portare i designer nei negozi, e metterli in Vetrina, raccontando, in un ambiente informale e azzerando qualsiasi distanza, progetti e tecnologie innovative e per tutti. e questo è il quarto valore della PDW, quello della divulgazione, della contaminazione, del coinvolgimento”.

Infatti, nelle serate di giovedì 16 e venerdì 17, con le “Lezioni in vetrina”, il design è sbarcato nel centro storico. Con la regia delle giovani di Unindustria Pordenone, negozi del centro hanno ospitato designer affermati ed esordienti per illustrare le proprie creazioni e progetti, in un ambiente conviviale, degustando prodotti di eccellenza enogastronomica del territorio.

Un format che ha portato molto pubblico nei locali che hanno partecipato e che sarà sviluppato ulteriormente nelle prossime edizioni, con la crescita spontanea di un “Fuorisalone” pordenonese.

Il caso studio della Design Week, che è stato presentato a Bruxelles, ha attirato anche l’attenzione in altri Paesi. Andy Salmon, docente a Cambridge, ha contattato il direttore della Pordenone Design Week, Giuseppe Marinelli, per portare l’esperienza come caso studio nella sua università. Marinelli, ha chiuso la settimana pordenonese sottolineando che “è stato creato un ecosistema culturale, e che tante cose già bollono in pentola per l’edizione 2018, in un evento che negli anni diventerà un format definitivo nel calendario della città, come Pordneonelegge o Dedica”.

Il direttore del Consorzio universitario, Andrea Zanni, ha commentato: “Sei anni fa abbiamo creato qualcosa che diventasse utile per il territorio. Così abbiamo cercato un partner in Italia per aprire una scuola di Design Industriale. Isia era la più titolata e performante. Adesso possiamo dire di aver vinto questa scommessa”.

I RISULTATI DEI WORKSHOP. Per il polo “Cluster arredo” i ragazzi hanno elaborato quattro proposte di loghi e realizzato le grafiche che l’impresa utilizzerà per le presentazioni aziendali, a “Icar forgiati” sono arrivate tre proposte di logo, lo slogan aziendale e l’immagine coordinata, a “Licar” tre nuove ante da cucina, a “Domus line” un sistema di illuminazione modulare, per “Aurum Julii”, sono stati creati packaging e logo per due linee di prodotto (zafferano), per “Bisaro” packaging e grafica per il riutilizzo dei contenitori di birra, per “Tesolin” un sistema di mobili componibili in metallo per contesti come campus universitari, hotel e uffici, che verrà proposto a breve a clienti americani.

“Breda” ha ricevuto concept di mobili che enfatizzano materiali come plastica, legno e alluminio, per “Signum” è stato creato un materiale innovativo a partire da scarti, per “Vires” è stato ideato il marchio aziendale, il logo, le scocche di un robot da giardino, le basi di ricarica e tre linee di prodotto che l’azienda ha già annunciato di voler mettere in produzione, per “Martinuzzo” nuovi prodotti per la cucina come taglieri e portaposate di design.

Il workshop “Scenario”, invece, ha studiato il futuro ipotizzando l’agricoltura verticale sostenibile e accessibile a livello economico.

I NUMERI: 200 studenti, 30 docenti, 11 aziende, 3 convegni, 38 relatori, 24 lezioni in vetrina, due party, 10 video girati e 57.000 visualizzazioni.

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