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Bruno e Antonio, amici da... 70 milioni di anni

L’adrosauro esposto a Sistiana e a destra il suo ‘parente’

Bruno e Antonio, amici da... 70 milioni di anni

Dopo la campagna di scavo del 1998 al Villaggio del Pescatore, che ha portato alla luce l’ormai famoso dinosauro Antonio, ora è il momento di Bruno, il secondo esemplare quasi completo, estratto e preparato dall’impresa triestina Zoic, per conto e con la direzione scientifica della Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia. Il reperto, che ha la coda ancora intrappolata nella roccia del sito paleontologico, sarà visibile in questa versione parziale, ma quasi definitiva, fino a domenica 19: non nel sito originario, ma alla palazzina Infopoint di Sistiana. Ecco la sua ‘carta d’identità’.

 Chi è ?
Un dinosauro dal becco ad anatra (adrosauro).
Perché si chiama Bruno?
Perché è stato Bruno Zoppolato la prima persona a intravedere le sue ossa.

 Quanto è grande?
È lungo oltre 5 metri, almeno un metro più di Antonio.

 Quanto è vecchio?
Geologicamente parlando, oltre 70 milioni di anni. Come esemplare è sicuramente adulto, ma per ora non si può essere precisi.

 Quanto pesava?
Circa 600 kg;

 Dove è stato trovato?
Al Villaggio del Pescatore, in Comune di Duino Aurisina, nello stesso giacimento che ha dato il primo completo dinosauro italiano.

 È uguale ad Antonio?
Sembra la stessa specie, però più grande e massiccia.
 Cosa mangiava?
Era un dinosauro erbivoro, mangiava vegetali che strappava con il becco e triturava con la batteria di denti. Non ‘erba’, perché a quel tempo non c’era.

 Quando è stato trovato?
Nel 1998, ma il cranio è stato estratto nel maggio 2018.
Come mai tanto tempo?
Meglio non chiederselo, consideriamo il fatto che oggi Bruno sia entrato tra i tesori regionali e nazionali.

 C’è tutto lo scheletro?
Il dinosauro è completo al 70%, alcune parti sono mancanti a causa dell’erosione superficiale del giacimento. La coda è ancora sul terreno. Le parti restaurate sono colorate in nero per distinguerle dalle ossa originali.

 Quanto ci è voluto per prepararlo?
Tre persone per 4 mesi:  oltre 2000 ore di lavoro.

 Bruno fornirà nuovi dati per la Scienza?
Sicuramente sì, ma bisogna attendere lo scavo della coda e dovrà essere studiato da specialisti.

 A chi appartiene?
A partire dal 1939, tutti i fossili rinvenuti sono di proprietà dello Stato Italiano, che li tutela attraverso le Soprintendenze territoriali.

 Quale sarà la casa definitiva di Bruno?
La destinazione ottimale sarà il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, accanto ad Antonio.


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