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Il Friuli perde due ghiacciai

Un progetto di ricerca rende note le evoluzioni avvenute negli ultimi 50 anni nelle Alpi orientali italiane e nella nostra regione in cui si registra una riduzione del 50%

Il Friuli perde due ghiacciai

Si aggiungono due importanti tasselli al nuovo catasto dei ghiacciai italiani: il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Il progetto di ricerca intrapreso dall’Università degli Studi di Milano insieme a Levissima, l’acqua minerale sinonimo di purezza che nasce dai ghiacciai della Valtellina, ha reso noti i risultati sull’evoluzione dei ghiacciai del nord est Italia, avvenuta negli ultimi 50 anni.

Censimento in Fvg

Per quanto riguarda i ghiacciai del Friuli Venezia Giulia, sono stati catastati 4 “glacionevati” e 1 piccolo ghiacciaio (tutti con superficie inferiore a 0,1 km²); in totale si tratta di 5 corpi, ovvero 2 in meno rispetto a 50 anni fa. Si trovano ai piedi delle cime del Montasio e del Canin, nelle Alpi Giulie. Sono i più orientali d’Italia, esposti a nord, sono alimentati da valanghe e quasi interamente ricoperti da detrito; proprio questo gli permette di sopravvivere, nonostante le quote limitate delle montagne che li ospitano.
La loro superficie complessiva è passata da 0,38 a 0,19 km², con una riduzione percentuale del 50%.

Nuovo catasto
“Il nuovo catasto dei ghiacciai italiani, che Levissima porta avanti con impegno insieme all’Università degli Studi di Milano, è importante non solo a livello italiano, ma anche internazionale. Infatti, i primi risultati del progetto sono stati presentati alla comunità scientifica mondiale a Vienna, durante il Meeting 2013 della European Geophysical Union. Occasione in cui il nuovo catasto ha ricevuto il patrocinio del World Glacier Monitoring Service, la struttura internazionale con sede a Zurigo che cura la raccolta e la divulgazione dei dati glaciologici a livello mondiale”, afferma Daniela Murelli, Direttore Corporate Social Responsibility del Gruppo Sanpellegrino.
Cambiamenti climatici
“Anche i piccoli ghiacciai di Veneto e Friuli-Venezia Giulia stanno risentendo dei cambiamenti climatici in atto, riducendo spessore e superficie, in linea con la tendenza al regresso riscontrata nelle altre regioni d’Italia. Nel corso degli anni, si sono però ricoperti di detrito, derivante dai crolli delle pareti circostanti, che li ha protetti conservandoli più a lungo. Infatti, quando il detrito supera lo spessore di qualche centimetro, riduce la quantità di calore che può raggiungere il ghiaccio sepolto e limita in modo sensibile la sua fusione. Seppur di difficile individuazione, sono oggi molto numerose le placche di ghiaccio interamente ricoperte da detrito”, spiega Claudio Smiraglia, professore ed esperto glaciologo dell’Università degli Studi di Milano, a capo del progetto di ricerca.

Veneto dei record

Fra le due regioni del Nordest è il Veneto ad ospitare il maggior numero di ghiacciai. Vi sono infatti 38 corpi glaciali per una superficie totale di 3,22 km², situati nei più famosi gruppi dolomitici, come le Pale di S. Martino, il Pelmo, il Civetta, le Tofane, l’Antelao, il Sorapis. Si tratta in prevalenza di piccoli ghiacciai, abbondantemente ricoperti da detrito. Per dimensioni e tipologia spiccano i ghiacciai dell’Antelao, del Sorapis e del Popena.
Nuove scoperte
Il nuovo catasto, realizzato analizzando foto aeree di grande dettaglio, ha permesso di rilevare, nel settore Sud Orientale delle Alpi, la presenza di numerosi corpi glaciali  che in passato non erano stati catastati perché non identificati o considerati estinti. Più precisamente sono stati classificati 13 piccoli corpi glaciali (“glacionevati”), che portano a 38 il numero dei ghiacciai totali del Veneto (contro i 25 rilevati e descritti nel precedente catasto del Comitato Glaciologico Italiano).
Il confronto delle aree dei ghiacciai del Veneto rileva complessivamente, come nel resto delle Alpi Italiane, una significativa riduzione areale: -26% in circa mezzo secolo. Per valutare questa variazione, è necessario evidenziare che non si è considerato il Ghiacciaio della Marmolada, il maggiore delle Dolomiti, attualmente non compreso nelle competenze amministrative del Veneto. Infatti, questo ghiacciaio, che nel precedente catasto risultava diviso fra Trentino e Veneto (dal punto di vista amministrativo), è entrato a far parte del Trentino, a seguito del Protocollo d’Intesa del 2002.

Altre regioni

Questi dati vanno ad aggiungersi a quelli di Lombardia, Piemonte e Abruzzo e rappresentano un ulteriore passo avanti nella realizzazione del nuovo catasto nazionale dei ghiacciai, che va ad aggiornare il precedente, realizzato dal Comitato Glaciologico Italiano nel 1959-1962.  Il progetto di ricerca vede la collaborazione del Comitato Ev-K2-CNR e la consulenza scientifica del Comitato Glaciologico Italiano e ha l’obiettivo di monitorare lo “stato di salute” del cuore freddo delle nostre montagne, principale indicatore dei cambiamenti climatici in atto.
 


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