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L’annuncio non basta più

Vendite immobiliari - La scelta di aggregarsi nel consorzio Quore sta portando risultati concreti a nove agenzie della provincia di Udine

L’annuncio non basta più

L’unione sta dando più forza, lo confermano i dati di una’aggregazione di agenti immobiliari che ha preso piede a Udine. Il nome scelto è Quore e riunisce nove storiche agenzie che hanno dovuto fare i conti con il crollo del mercato del mattone. Così, prima di toccare il fondo, nel 2008, hanno iniziato un percorso di coordinamento e, quindi, di integrazione. I risultati sono arrivati, tanto che l’anno scorso hanno totalizzato 142 vendite, in crescita del 20% rispetto al 2012 e in netta controtendenza con il resto del mercato. Per il presidente del consorzio, Nicola Gussetti, la strada non è ancora completata. Infatti, la domanda continua a cambiare, a evolversi, e anche gli agenti immobiliari devono imparare a dare servizi nuovi, un tempo trascurati.

Il vostro consorzio è una forma inedita di aggregazione: come siete riusciti a superare il proverbiale individualismo dei professionisti?
“Unendo le forze si possono ottenere vantaggi reciproci per tutti. Ho sempre pensato che è meglio vendere 3 case in due, piuttosto che una casa ciascuno: potrà sembrare un’affermazione scontata, ma nella realtà delle cose non è sempre così. Ci è piaciuta la famosa citazione di Henry Ford: riunirsi significa iniziare, rimanere insieme significa progredire, lavorare insieme significa avere successo. Forse anche ad essa ci siamo ispirati. Quore nasce dalla progettualità di un gruppo di colleghi che volevano condividere, oltre alle criticità legate al territorio e alle congiunture economiche, anche le risorse con l’intento di trovare nuove strategie utili ad affrontare i cambiamenti di mercato. Nove agenzie costituiscono, a oggi, il nostro gruppo e coprono il territorio di Udine e provincia, fino alla particolarità turistica offerta da Lignano. Nel 2008 abbiamo iniziato a confrontarci e nel 2009 siamo approdati all’atto costitutivo. Il percorso non è stato né facile, né scontato, poiché le nove agenzie erano fino a quel momento indipendenti tra loro e, a volte, in concorrenza.


È stato, pertanto, necessario lavorare sulla condivisione delle strategie operative, sulla condivisione degli obiettivi e su un linguaggio comune. In Italia le agenzie immobiliari hanno una media di 1,7 addetti. Un’agenzia da sola, con una media così bassa di addetti, non riesce ad affrontare in modo efficiente il complesso impianto legislativo e non può fornire risposte qualitative attese dal cliente. Unendo le forze abbiamo, invece, formata un’organizzazione strutturata in cui ognuno ha delle deleghe: abbiamo il delegato alla formazione del personale e dei collaboratori, alla stampa, alla pubblicità, al web, al coordinamento operativo, allo sviluppo e al rapporto con le istituzioni, tanto per fare alcuni esempi.


Abbiamo, insomma, impostato il consorzio come fosse un’azienda strutturata. Quore ha un organigramma interno, ci sono delle specializzazioni. Una delle deleghe più importanti è quella dedicata all’analisi delle statistiche. Grazie ai dati che vengono da noi elaborati, riusciamo a capire in anticipo come va il mercato, cosa vogliono i clienti, come consigliare i costruttori, capiamo dove dobbiamo investire in pubblicità e come razionalizzare gli investimenti. Quore ci consente una certa visibilità, che sul mercato è una delle prerogative principali della vendita e dell’acquisizione di prodotti validi sia in termini qualitativi, sia di giusto prezzo di mercato”.

Come è cambiata la vostra professione e che ruolo immagina avrà nel prossimo futuro?
“La nostra professione è cambiata. Le normative sono pressanti in diversi settori dall’antiriciclaggio, all’inquadramento del personale, passando per i prodotti che noi vendiamo. L’atteggiamento che noi dobbiamo tenere verso i clienti non deve essere quello del passato. Nell’era di internet risulta ormai facile per chiunque individuare immobili in vendita, ma è altrettanto facile incorrere in grossolani errori nella fase di concretizzazione delle transazioni, perché vanno considerate le normative vigenti, oltre che le complesse fasi della trattativa e, pertanto, il mercato necessiterà sempre di più dell’esperienza di agenti immobiliari preparati.
Il cliente di oggi è molto più informato ed esigente rispetto al passato ed è anche per questo che per dare un servizio di qualità bisogna essere strutturati. Quore si è data una struttura capace di dare risposte nei più svariati settori, da quelli tecnico urbanistici a quelli finanziari, tanto per fare qualche esempio. Il cliente che affida un immobile da vendere a Quore può contare su un gruppo che, oltre a occuparsi congiuntamente e a coordinarsi per la vendita dell’immobile, è profondo conoscitore del mercato immobiliare. Ricordo che mediamente ogni agenzia di Quore è presente sul mercato da oltre 20 anni: ci siamo scelti anche per questo”.

Avete parlato di intermediazione 2.0, cosa intendete?
“L’agente immobiliare non è più un segnalatore degli immobili in vendita, ma un consulente a 360 gradi che spazia in diversi settori. Quore ha per questo elaborato una Carta dei Servizi alla clientela che fornisce questo genere di attività: garanzia della proprietà giuridica; verifiche sulle conformità catastali e urbanistiche; verifiche degli ultimi due bilanci consuntivi condominiali; verifiche ipotecarie e gravami pregiudizievoli; garanzia sulla commerciabilità immobiliare; consulenza sulla fiscalità immobiliare; consulenza sul diritto di famiglia; consulenza sulle agevolazioni e contribuzioni regionali per l’acquisto della prima casa; indirizzo sulle certificazioni energetiche; assistenza sino al rogito notarile”.

Quali sono i vostri piani di sviluppo?
“Nove agenzie costituiscono attualmente il nostro gruppo e coprono il territorio della provincia di Udine. Abbiamo, però, altre agenzie che stanno chiedendo di entrare in Quore. Stiamo guardando con un certo interesse al settore turistico, in particolare oltre che il mare, dove siamo già presenti, la montagna. Valutiamo anche le opportunità oltre confine, come in Austria”.

 

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