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Al corteo di Casapound spunta il cappello alpino

La denuncia scatta dall’Ana della Valle d’Aosta. Udine avvierà un’indagine per identificare le persone coinvolte

Al corteo di Casapound spunta il cappello alpino

Il corteo di Casapound continua a far discutere. Dopo le polemiche che hanno preceduto il raduno nazionale del movimento, che si è tenuto il 3 novembre a Trieste, ora si apre una nuova querelle. Tra i manifestanti, infatti, sarebbero stati avvistati anche cappelli alpini. Dettaglio che non è sfuggito ai rappresentati dell’Ana della Valle d’Aosta, che si sono subito mobilitati, chiedendo d'identificare le persone all'intero del corteo.

Anche la sezione Ana di Udine intende andare a fondo. “Quando s’indossa la penna nera – ricorda il presidente Dante Soravito de Franceschi – si smette di fare politica. Il nostro statuto, infatti, vieta la partecipazione a qualsiasi manifestazione di carattere partitico. E’ già successo in precedenza che si avvistassero cappelli alpini durante eventi politici, ma non è detto che si tratti di nostri iscritti. Anche alle adunate, infatti, spesso indossano la penna nera anche persone che non fanno parte dell’Associazione nazionale alpini. Una cosa è certa: indagheremo per risalire all’identità di questa o di queste persone. E, se scoprissimo che si tratta di un nostro associato, la sezione di appartenenza procederà all’immediata espulsione”.

Chiara, insomma, la volontà di evitare che il prestigio degli alpini sia offuscato dall’adesione a eventi, come quello triestino, decisamente schierati. “Noi continuiamo a fare il nostro lavoro per il bene delle comunità, senza colore politico”, conclude Soravito de Franceschi che, proprio in queste ore, si sta mettendo in viaggio verso una delle regioni più povere della Slovacchia, per portare vestiti e giochi donati dalle famiglie friulane per aiutare le popolazioni locali e regalare un sorriso a tanti bimbi meno fortunati.

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