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Fare piena luce sul caso dell'alpino Roberto Garro

Il ministro Elisabetta Trenta, che aveva incontrato i genitori, ha chiesto l'avvio di un'indagine parlamentare

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Fare piena luce sul destino di Roberto Garro, l'alpino tragicamente scomparso il 9 giugno 1998. A farsi carico dell'appello della famiglia del giovane militare di leva, morto a 19 anni, assieme ad altri tre commilitoni, in un incidente stradale a Gemona, in circostanze mai del tutto chiarite, è il ministro della Difesa Elisabetta Trenta. "Nelle scorse settimane - racconta Trenta in un post su Facebook - avevo preso contatti con i genitori di Roberto. Li ho poi ricevuti al ministero verso metà novembre, ascoltandoli e insieme abbiamo affrontato alcuni aspetti della vicenda che non appaiono chiari".

"A tal proposito, ho invitato il presidente della Commissione Difesa della Camera, Gianluca Rizzo, a esplorare ogni strada possibile affinché il Parlamento possa fare piena luce sull'accaduto, inclusa l'istituzione di una commissione di inchiesta parlamentare sul caso. Ogni madre e ogni padre hanno il diritto di conoscere la verità sul proprio figlio e lo Stato ha il dovere, politico e morale, di assistere una famiglia alla ricerca di questa verità", conclude Trenta.

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