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Il 25 Aprile a Trieste si sdoppia, con polemica

Anpi: "E’ necessario lanciare un appello all’unità delle forze democratiche". La Cisl si dissocia e invità all'unità

Il 25 Aprile a Trieste si sdoppia, con polemica

Sarà un 25 aprile doppio, a Trieste, con ben due cerimonie diverse alla Risiera di San Sabba, luogo simbolo della volontà di non dimenticare e delle atrocità commesse durante il periodo nazifascista.
La decisione di organizzare due cerimonie nasce dalla mancata possibilità di far parlare un esponente della Resistenza nel corso delle celebrazioni 'ufficiali', come sottolinea Fabio Vallon, presidente dell’Anpi di Trieste. In segno di protesta, l'Anpi ha dunque organizzato una seconda cerimonia nell’ex campo di sterminio nazista giuliano. Anpi, Cgil, Anppia (Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti), Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) e Arci diserteranno la solenne cerimonia di giovedì per dare vita a una celebrazione tutta loro. Il corteo delle associazioni partirà dallo stadio Grezar per giungere alla Risiera a celebrazioni ufficiali consluse. Qui è previsto l'intervento di Emilio Ricci, vicepresidente nazionale dell’Anpi e il concerto del Coro partigiano Tomažič.
"E’ necessario lanciare un appello all’unità delle forze democratiche sui valori della Resistenza e della Lotta di Liberazione - si legge in una nota dell'Anpi Triestina firmata da Vallon -. I tentativi di affermazione sulla scena politica di forze fasciste e la grave timidezza quando non vera e propria permeabilità delle Istituzioni a tali tentativi, anche a livello locale, rendono necessario intervenire nella discussione pubblica con un messaggio politico chiaro circa la natura antifascista della nostra Repubblica alla quale l’agire politico deve sottostare anche in considerazione dei gravi fatti accaduti nell’ultimo periodo a Trieste".
Giovedì 25 aprile il ritrovo è alle 10.30 allo stadio Grezar per lo svolgimento di un corteo cittadino che sarà aperto da uno striscione bilingue “W la resistenza” e seguito dagli striscioni e dalle bandiere delle organizzazioni che aderiranno. Il corteo si concluderà all’interno della Risiera dove è prevista anche la tradizionale deposizione delle corone.

Le bandiere storiche di ANPI VZPI e CGIL non saranno presenti alla cerimonia ufficiale e verranno distribuiti dei volantini a illustrazione della scelta politica complessiva della giornata.

La Cisl del Friuli Venezia Giulia, invece, ribadisce che anche quest’anno, il 25 aprile, sarà alla Risiera di San Sabba. All’indomani dell’annuncio da parte di alcune organizzazioni, dell’intenzione di smarcarsi dalla storica manifestazione triestina, proponendone una alternativa, la Cisl riafferma il valore dell’unità incarnato dalla Festa della Liberazione, bocciando fermamente ogni tentativo di “sdoppiamento”.

“Mi auguro – è l’appello del segretario generale, Alberto Monticco – che Anpi, Cgil, Anppia, Aned e Arci facciano marcia indietro a partecipino alla manifestazione alla Risiera: i valori della resistenza non possono essere sfrattati da calcolo politico, antipatia, da un credo diverso e nemmeno essere banalizzati con superficialità, specie dalle istituzioni. Per la mia storia personale e soprattutto per il sindacato che rappresento – continua Monticco - non posso che guardare con preoccupazione al riemergere di succhi gastrici che parlano di intolleranza, che indicano la solidarietà come malattia, che guardano con indifferenza ai tanti mali che ci segnano, inneggiando, nel contempo, al motto noi prima degli altri. Come Cisl condanniamo tutto questo, così come l’idea di dividere la Festa della Liberazione. L’ex campo di sterminio nazista diventato monumento nazionale dà il compito a noi cittadini del Friuli Venezia Giulia, di abitare questa tremenda ex-prigione, con la nostra presenza, la nostra storia, il ricordo delle vicende e dei caduti per la libertà, ma anche con le nostre speranze. Senza speranze, il 25 aprile è solo una ricorrenza per fare “il ponte” e di colpo tutte le vicende che ancora possono darci il senso della nostra azione diventano mute e cieche. A noi il compito, tutti assieme, di tenere vivi i sogni, attualissimi, di chi ha sacrificato la propria vita: democrazia, lavoro, giustizia, equità”.

"Vogliamo portare la testimonianza della fede nei valori repubblicani nei luoghi delle istituzioni e nelle celebrazioni ufficiali dedicate ai momenti più alti della storia d'Italia. Il Pd non può mancare il 25 Aprile in Risiera a Trieste, il Pd non può cedere a nessun costo lo spazio sacro di quel Lager ai soli rappresentanti della destra: per noi, esserci è un dovere civile. La storia ci ha duramente ammonito su cosa comporti l'abbandono delle istituzioni da parte delle forze democratiche. Perciò ci saranno i nostri sindaci e verrà deposta, come ogni anno, una corona". Così la segretaria provinciale del Pd di Trieste Laura Famulari, alla vigilia della Festa della Liberazione, in merito alla convocazione di una manifestazione alternativa a quella ufficiale che si svolge nella Risiera di San Sabba.
"Una delegazione del Partito Democratico - aggiunge Famulari - si unirà al corteo indetto dall’Anpi e dalla CGIL, di cui comprendiamo le ragioni e le delusioni, anche se avremmo auspicato che non si giungesse a questa dolorosa spaccatura. Al termine della cerimonia in Risiera, il corteo delle associazioni verrà accolto dagli esponenti dem che hanno presenziato alla cerimonia".

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