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Il Cro di Aviano si difende: nessuna discriminazione

Dopo le polemiche suscitate dal 'rifiuto' via mail di una ricercatrice palermitana, parla la struttura pordenonese

Il Cro di Aviano si difende: nessuna discriminazione

Nessuna discriminazione, anzi, dietro la mail incriminata (con la frase “Figurati se prendiamo una da Palermo...!”) partita per errore dal Cro di Aviano all’indirizzo di una giovane ricercatrice siciliana, Erminia Muscolino, che aveva inviato il suo curriculum alla struttura sanitaria, proponendosi per uno stage, anche a titolo gratuito.

“Quello stralcio di mail - spiega il direttore generale della struttura, Adriano Marcolongo - fa parte di un ragionamento più complesso, nel quale, in via confidenziale, s'invitava la giovane a valutare bene il trasferimento a titolo gratuito così lontano da casa. Quindi, si è trattato di un fraintendimento innescato, in realtà, dal desiderio di offrire un consiglio e non certo una discriminazione. Senza un bando pubblico, infatti, non esiste un posto, nemmeno proponendosi di lavorare gratis”.

Più che scuse, dunque, l’invito a chiarirsi faccia a faccia e a visitare la struttura. “Sentirò la dottoressa oggi stesso e spero chiariremo di persona”, dice Marcolongo.

"L’unico obiettivo dell’Istituto è poter contare sulle migliori professionalità del Paese e non importa certo da dove esse provengano", ha aggiunto rivolgendosi ai quattro direttori di Struttura Operativa Complessa, siciliani, spontaneamente intervenuti all’incontro con la stampa. "La dottoressa, quando sarà eventualmente bandita una borsa di studio di suo interesse, potrà candidarsi ed essere valutata per le skills, proprio come altri ricercatori. Ha scritto a un nostro medico allegando un curriculum ma, sappiamo bene, nel pubblico occorre partecipare a un concorso, che per inciso oggi non esiste. Le è stato comunque risposto di tenere presente, vista l’entità media delle borse erogate, che venire in Friuli Venezia Giulia potrebbe anch’essere anti-economico, poi ciascuno decide come crede. Ma ci tengo a spazzare via qualsiasi dubbio: nessuna discriminazione. Abbiamo fatto immediate verifiche interne e ho convocato il professionista".

Saranno presi provvedimenti disciplinari nei confronti dell'oncologo che ha inviato la mail? "L'ho già visto questa mattina ed è stato chiarito che, nell'invio, è finito un pezzo di un ragionamento più complesso. La persona non ha commesso alcun reato, perchè non c'è nessuna procedura concorsuale aperta. Certo, un richiamo verbale sull'importanza della comunicazione è stato fatto...", conclude Marcolongo.

E che il Cro, da anni eccellenza nazionale, non abbia preconcetti sul Sud è testimoniato dalla presenza di tanti medici e ricercatori provenienti da tutta Italia, come il dottor Michele Spina. “Lavoro qui da 30 anni e sono di Palermo. Mai un segno di discriminazione. Ai giovani dico di seguire i propri sogni, di studiare ed essere preparati. Se la ragazza vuol venire a trovarci è la benvenuta, magari con i cannoli siciliani”, sdrammatizza Spina.

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