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Lepri sfrattate per mettere al sicuro il traffico in pista

Nell’aereoporto i recinti non sono bastati. Ora gli animali saranno catturati tramite trappole o reti e liberati altrove

Lepri sfrattate per mettere al sicuro il traffico in pista

Per motivi di sicurezza, il Trieste Airport adottò nel 2009 una tecnica per cercare di allontanare le lepri che, presenti sul sedime aeroportuale, stavano diventando un problema reale per il traffico aereo.
Di fatto, il wild-strike è un grosso rischio per l’aviazione, specialmente il bird-strike, ma nemmeno specie terrestri come appunto la lepre, diffusa nelle aree attorno all’aeroporto, sono da sottovalutare. Circa un anno fa l’Aeroporto Friuli Venezia Giulia Spa - Trieste Airport, tramite il suo funzionario Mauro Grattoni, aveva presentato una richiesta sottolineando la necessità di catturare e traslocare le lepri che frequentano l’area, affiancando poi un apposito progetto tecnico-scientifico con il quale illustrare le procedure necessarie per allontanare gli esemplari.

Da notare che, proprio come specificato anche dallo stesso aeroporto, la società ha tentato in ogni modo di recintare la zona ed impedire alle lepri di entrare. Apposite reti erano state apposte su tutto il perimetro, garantendone anche la costante manutenzione. Gli animali, ciò nonostante, hanno continuato a entrare e ora la regione ne ha autorizzato la cattura tramite reti, gabbie e cassette apposite. Se necessario si ricorrerà anche all’abbattimento. A vigilare sulla corretta esecuzione della procedura, curata dall’associazione Ewima, già coinvolta nel progetto per la prevenzione degli incendi sul Monte Sabotino, sarà la guardia forestale regionale, nello specifico il dipartimento di Trieste e Gorizia. Infine, gli animali saranno marcati, rilasciati e monitorati; sarà la stessa associazione a presentare un rapporto. E l’aeroporto dovrebbe, finalmente, essere libero da questo annoso problema.

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