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Manifesto friulanista: la collaborazione tra gli atenei di Udine e Trieste non si tocca

Le preoccupazioni della Cisl: "Quello che ci lascia perplessi è che non ci sia stato a monte un confronto con la parte interessata, ovvero la stessa università"

Manifesto friulanista: la collaborazione tra gli atenei di Udine e Trieste non si tocca

Nel giorno della presentazione del manifesto targato Cantiere Friuli, la Cisl Fvg, assieme alla federazione della Cisl Università, scende in campo con una precisazione: la collaborazione tra gli atenei di Udine e Trieste rappresenta un punto fermo, intoccabile.
“Siamo d’accordo – spiega il segretario della Cisl Fvg, Franco Colautti – che la specificità del territorio vada salvaguardata e recepita anche dall’università, ma è altrettanto indiscutibile che questa specificità, per non essere fuori dal tempo in cui viviamo, deve allargarsi ad una visione europea ed internazionale, che può essere garantita solo da un’apertura verso le altre realtà e a proficue collaborazioni”. “Quello che poi ci lascia perplessi – incalza Colautti, alludendo alla genesi del manifesto – è che non ci sia stato a monte un confronto con la parte interessata, ovvero la stessa università. Questo è un metodo che non ci appartiene, preferendo, come Cisl, la condivisione delle idee ed il dibattito. Quanto al contenuto, non possiamo condividere lo schema di chiusura che sottointende: anzi, ci preoccupa molto l’imminente scadenza di mandato dei rettori degli atenei di Udine e Trieste, perché non vorremmo che il cambio della guardia compromettesse tutto il buon lavoro svolto fino ad oggi ed improntato a quella reciproca collaborazione, indispensabile specialmente ad una regione piccola come la nostra che voglia essere competitiva sotto il profilo della formazione universitaria”.
Oltretutto l’idea stessa di “Universitas” – specifica il segretario regionale della Cisl Università (FSUR) Roberto Barone - va intesa come “Universalità” aperta al sapere tout court e non come un guardarsi l’ombelico pensando sia il centro del mondo stesso. Se collaborazione fra gli Atenei della regione deve essere, e non vedo altra strada possibile, allora che senso ha parlare dell’attivazione di un “Metalaboratorio per l’università friulana?” Casomai si dovrebbe partire da una analisi della formazione Universitaria in Regione.

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