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Mostro di Udine, riaprire le indagini

Durante le riprese della docu-serie in onda a fine maggio su Crime + Investigation, ritrovati nuovi reperti

Mostro di Udine, riaprire le indagini

Dal 1971 al 1989 nove donne furono uccise nella zona di Udine. Nessuno colpevole è mai stato trovato per questa lunga serie di omicidi. Per almeno quattro si è ipotizzato che la mano fosse la medesima: stessa tipologie di vittime, stesso modus operandi, stessa terribile violenza. Oggi l’avvocato Federica Tosel, incaricata dai parenti di due delle vittime, Maria Luisa Bernardo e Maria Carla Bellone, ha presentato istanza di riapertura delle indagini presso la Procura di Udine.

Infatti, grazie alle riprese della docu-serie tv Il Mostro di Udine, sono stati rinvenuti alcuni reperti, raccolti dalle forze dell’ordine sui luoghi degli omicidi di Bernardo e Bellone, che non vennero mai analizzati – l’allora tecnologia forense non lo permetteva -  all’epoca delle indagini.

Bernardo e Bellone furono uccise rispettivamente nel 1976 e nel 1980. Ora, grazie all’uso di tecnologie all’avanguardia, usate attualmente nel campo giudiziario, potrebbero emergere nuovi dettagli capaci di far luce sulla dinamica degli omicidi e sugli eventuali responsabili. E’ questo l’obiettivo che si prefigge di raggiungere l’avvocato Tosel, rappresentante legale di Nicolino Bernardo, fratello di Maria Luisa, e di Barbara Bellone, sorella di Maria Carla. Tra i reperti ritrovati figurano un preservativo usato  e alcuni capelli provenienti dalle scena del crimine perpetuato contro la Bernardo; uno spinello e un mozzicone di sigaretta raccolti nel luogo dell’uccisione della Bellone.

In onda su Crime+Investigation (in esclusiva su Sky al canale 119) alla fine di maggio Il mostro di Udine è la prima mini-serie true crime in quattro episodi di un’ora ciascuno a ripercorrere questa serie di omicidi irrisolti, tutti accaduti “nell’isola felice” di Udine partire dal 1971. Le vittime furono tutte donne che si aggiravano per le strade di notte, da sole: alcune si prostituivano, altre si drogavano, altre ancora avevano problemi di alcolismo: prede facili per un maniaco sessuale o un assassino. Oltre alla Bernardo e alla Bellone, la docu-serie ricostruisce la tragica fine di Marina Lepre, Luana Gianporcaro, Aurelia Januschewitz, Irene Belletti, Jacqueline Brechbuhler, Maria Bucovaz e, Stojanka Joksimovic.

Dietro questa sanguinosa serie di omicidi potrebbero nascondersi uno o due serial killer, la cui identità non è mai stata rivelata. Il “mostro di Udine” ancora oggi, infatti, non ha un nome, non ha un volto, eppure potrebbe essere ancora vivo. Il documentario si mette sulle tracce dell’assassino, analizza attraverso le nuove tecnologie i reperti ancora disponibili, va a caccia di nuove testimonianze e indizi mai raccolti. Incontra  i figli delle vittime e i conoscenti che non hanno mai parlato prima d’ora davanti alle telecamere. Ricostruisce i casi da un nuovo punto di vista: intervista i poliziotti, carabinieri, magistrati e giornalisti che si occuparono delle vicende, e ricorre alla collaborazione di  scienziati forensi che, approcciandosi per la prima volta alle indagini, consentono di illuminare i punti oscuri delle diverse storie.
Il Mostro di Udine è una produzione Ascent per A+E Networks Italia. La serie, creata da Matteo Lena e Francesco Agostini, è scritta da Matteo Lena, Francesco Agostini e Carlo Altinier.  Il regista è lo stesso Matteo Lena.

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