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Pradamano, sigilli all’International China Ingromarket

Il provvedimento, disposto dalla Procura di Udine, è scattato a seguito di una lunga serie di inosservanze e inadempienze

Pradamano, sigilli all’International China Ingromarket

Il sindaco di Pradamano emette un’ordinanza di chiusura che non viene rispettata. Così scattano le denunce e la Procura di Udine dispone il sequestro dell’immobile. I sigilli sono stati apposti dalla polizia locale dell’Uti in queste ore.

Si tratta solo dell’ultimo tassello della complessa vicenda che riguarda l’International China Ingromarket, polo commerciale all’ingrosso di Pradamano concesso in locazione, diversi anni fa, a un unico locatario. E, quindi, subaffittato a sua volta a 25 negozianti all’ingrosso, tutti di nazionalità cinese, che rifornivano gli ambulanti di abiti, giochi, scarpe, borse e oggettistica per le bancarelle di mercati rionali friulani e veneti.

A dare avvio ai controlli, poi culminati con il sequestro dell’immobile, erano stati i vigili del fuoco di Udine. Lo stabile non era a norma sotto il profilo della sicurezza anti incendio; il complesso fu chiuso una prima volta dal sindaco, Enrico Mossenta.

Poi riaperto con prescrizioni precise: avviare i lavori di messa di adeguamento. Ma le opere non sono state mai eseguite. Da qui una nuova chiusura, anche questa non rispettata, e quindi, le denunce. La fine è arrivata con il sequestro. Negli ultimi mesi diversi negozianti avevano abbandonato il loro spazio, cercando un nuovo centro a norma, dove lavorare in regola.

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