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Sciacallo dorato sotto monitoraggio con il collare

Alberto, l'esemplare investito a Gemona a fine marzo, dopo le cure è stato rimesso in libertà

E' stato rimesso in libertà poche ore fa lo sciacallo dorato Alberto, l'esemplare di 11 mesi investito il 21 marzo scorso a Gemona. Dopo essere stato prelevato e curato dal Corpo Forestale regionale e dai veterinari del Centro Recupero Fauna Selvatica di Campoformido e dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, l'animale è stato dotato di radiocollare e liberato sul greto del fiume Tagliamento, in una zona sicura e lontana dalla viabilità.

Si tratta del primo esemplare di questa specie presente in Italia a cui viene applicato un sistema di localizzazione. I sensori applicati ad Alberto, infatti, aiuteranno i ricercatori del Dipartimento di Scienze Agroalimentari Ambientali e Animali dell'Ateneo friulano a monitorare e indagare la vita di questo animale selvatico, arrivato in Italia dai Balcani a metà degli anni '80. Si tratta di una specie innocua per l'uomo, per molti aspetti ancora poco conosciuta, spesso confusa con le volpi o con i lupi.

Gli sciacalli, conosciuti anche come gli spazzini del bosco per la loro abitudine a nutrirsi di carcasse e resti di altri animali, vivono in piccoli branchi e comunicano la loro presenza con singolari ululati notturni. Il Friuli Venezia Giulia, grazie a questa cattura e all'applicazione del collare, rappresenta un osservatorio di ricerca molto importante per studiare l'espansione della specie in tutta la penisola.

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