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Scintille sul Natisone

Manzano - Scontro aperto tra società Laut che vuole realizzare una centralina sul Natisone e l’amministrazione comunale, che ha dato parere sfavorevole alla variante

Scintille sul Natisone

èscontro aperto tra l’amministrazione comunale di Manzano e la società Laut di Padova che aveva avviato nel 2013 l’iter per costruire una centralina idroelettrica sul Natisone. Lo scorso dicembre il Consiglio comunale ha infatti deciso all’unanimità (assenti i consiglieri di opposizione) di non approvare la proposta di deliberazione riguardante il “parere sulla variante urbanistica 24 al Prgc inerente l’autorizzazione unica di e relativo alla costruzione ed esercizio di un impianto per la produzione di energia”.

Per la società proponente è stata fatta una scelta incomprensibile a distanza di sei anni dall’avvio dell’Iter, tanto da ventilare la possibilità di una causa contro il municipio per ottenere il risarcimento dei danni che potrebbe superare i tre milioni di euro.
“Dopo aver già acconsentito a due centraline sul suo territorio senza ricavarne un solo euro, il sindaco - si legge nel comunicato stampa -  rifiuta i 50 mila euro proposti dalla società da poter impiegare per progetti sul territorio comunale.  Inoltre - si legge sempre nel documento - stiamo parlando di aree lontane dai centri abitati e non di pregio ambientale e su cui c’è l’unanimità di consenso da parte di tutti gli enti territoriali e delle competenti strutture interessate, quasi una trentina, citando solo quelli coinvolti nell’ultima fase autorizzativa”.

Il sindaco Mauro Iacumin, interpellato sulla vicenda conferma che si è trattato invece di una decisione molto chiara, fatta per tutelare una parte di territorio ancora integra: “Quando siamo arrivati in Municipio abbiamo trovato tre distinte proposte per realizzare centraline sul Natisone: due per impianti in aree già urbanizzate, ovvero quella situata sulla chiusa della roggia e una in prossimità del ponte e una terza più a sud. Per la prima abbiamo dato il via libera a patto che fosse rifatta completamente la paratia. La seconda centralina, posta poco più a valle, includeva invece la risistemazione delle aree limitrofe (l’iter è ancora in corso). Sulla terza, quella voluta dalla Laut Srl, invece, abbiamo detto no perché sarebbe sorta in un’area tra gli abitati di Case e Oleis ancora ben conservata.
Abbiamo dunque esercitato semplicemente le nostre prerogative con una scelta politica che va oltre il rispetto delle norme tecniche. Quanto al contributo, hanno cominciato a parlarne solo dopo che abbiamo bocciato la variante e per cifre decisamente inferiori. In ogni caso, mi è sembrato un atteggiamento poco rispettoso”.

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