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Spezzatino di scuole contro l’affollamento

Studenti con la valigia. In Friuli molti istituti superiori non riescono più a contenere i ragazzi

Spezzatino di scuole contro l’affollamento

Le scuole friulane scoppiano, ma i botti sono silenziosi. Dirigenti e docenti fanno i salti mortali pur di raggiungere nelle ore buche le diverse sedi in cui prestano servizio. Basti pensare che la più grande scuola di Udine, il Malignani, per numero di studenti, oltre 2.600, ha diviso i suoi ragazzi nella sede storica di viale Leonardo da Vinci e nella succursale di via Zugliano. Nessun problema per quella staccata di San Giovanni al Natisone. Nell’ottica che la scuola deve avere come principale obiettivo il ‘benessere’ dei propri studenti, i ragazzi del biennio e le terze del liceo ‘udinese’ seguono le lezioni nella succursale una sola mattina alla settimana. Mal comune, mezzo gaudio.

Più complicata la situazione dell’Educandato Uccellis, che ha ben cinque sedi per i suoi quattro licei. La prima sede, un centinaio di studenti del Liceo coreutico suddivisi in cinque classi con quattro sale danza a disposizione, è ospitata nella sede dell’ex Stringher in di largo Ospedale vecchio. Delle dieci classi - 230 alunni - del liceo delle Scienze umane cinque sono ospitate nella sede dello Stellini, in via Cairoli, e cinque in via XXX ottobre, presso la scuola elementare Zorutti. Non basta: diciassette classi del liceo Europeo (250 studenti) sono ospitate nell’edificio scolastico di via Diaz, mentre le cinque classi della sezione cinese (100 studenti) occupano l’edificio di via Renati.

“Abbiamo cercato – spiega il direttore dei Servizi generali e amministrativi, Gianfranco Tonetti – di agevolare i nostri studenti, sistemando tutte le classi di un indirizzo nella stessa sede. A spostarsi da una scuola all’altra sono i docenti. Il nostro grande cruccio è che nella sede dell’ex Stringher ci sono aule vuote, che vorremmo riempire dei nostri studenti. Ma i locali, che hanno una destinazione d’uso scolastico, dovevano opitare, secondo i progetti dell’amministrazione Honsell, la nuova Prefettura, per cui, in attesa di lavori di ristrutturazione, era stata concessa la disponibilità solo per un centinaio d’alunni e nessuna possibilità di fare lavori di manutenzione. Vorremmo che la nuova giunta ci venisse incontro”.

Sta per scoppiare il liceo artistico Sello. Per impedirlo, già da tre anni l’iscrizione alla classe prima è a numero chiuso.
Il Sello ha 1.200 iscritti, dislocati in ben quattro sedi, tra piazza I maggio, via Diaz, via Gorizia e via del Vascello. Inutile dire che, non potendo spostare i laboratori, si spostano gli studenti, e i docenti, secondo le necessità.

“E’ necessario - spiega la dirigente Rossella Rizzatto – che a livello regionale non si lavori solo sull’urgenza, ma che ci sia un piano di razionalizzazione dell’edilizia scolastica. Una volta se ne occupava la Provincia e si sapeva a chi rivolgersi in caso di necessità. Solo per fare un esempio, da 25 anni nel polo di via Diaz non vengono nemmeno imbiancati i muri”.

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