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'Magnifici ritorni' per il compleanno di Aquileia

Inaugurata la grande mostra che celebra i 2200 anni dalla fondazione con i tesori conservati al Kunsthistorisches Museum di Vienna

'Magnifici ritorni' per il compleanno di Aquileia

Inaugurata al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia la mostra “Magnifici Ritorni. Tesori aquileiesi dal Kunsthistorisches Museum di Vienna” organizzata dalla Fondazione Aquileia, dal Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna con il patrocinio del Comune di Aquileia e in collaborazione con Fondazione So.co.Ba per celebrare i 2200 dalla fondazione dell’antica città romana. La mostra e il catalogo edito da Gangemi sono curati da Marta Novello, Cristiano Tiussi e Georg Plattner.

“Uno splendido esempio di collaborazione tra Aquileia e Vienna - ha sottolineato Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, durante la cerimonia di inaugurazione -, tra Friuli Venezia Giulia e Austria  che consente di ribadire fortemente l’unicità di Aquileia nel panorama dell’Impero romano: un luogo di dialogo dove elaborare una sintesi tra culture diverse. Una mostra in cui ritroviamo capolavori dell’arte classica e cristiana per cui siamo particolarmente grati al Kunsthistorisches Museum che ci ha concesso in prestito tutti i più importanti pezzi  delle sue collezioni provenienti da Aquileia”.

L’assessore alla Funzione Pubblica della Regione Friuli Venezia Giulia Sebastiano Callari ha detto “oggi si celebra la capacità della cultura di aprire terreni di confronto tra istituzioni e amministrazioni pubbliche nel tentativo di riscoprire le radici comuni di un territorio che è il cuore dell’Europa millenaria”.

“La mostra rappresenta un evento eccezionale per il nostro territorio – ha dichiarato il neo sindaco di Aquileia Emanuele Zorino - un’occasione di visibilità internazionale di sicura ricaduta che contestualmente riscopre la centralità di Aquileia nella creazione della matrice culturale mitteleuropea. Un’occasione di festa per i cittadini aquileiesi che in futuro coinvolgeremo di più in questi avvenimenti per essere essi stessi testimonials coscienti della nostra grande eredità culturale”.

“Per la prima volta –ha ricordato Marta Novello, direttrice del Museo Archeologico Nazionale dai tempi lontani del loro ritrovamento vengono presentati alcuni dei capolavori della città adriatica all’interno del contesto storico per i quali furono creati e nel quale furono utilizzati. Ma la mostra racconta anche un momento importante della storia di Aquileia, che, mediante una intensa attività di raccolta, di scavo e di ricerca durata più di due secoli, portò alla progressiva riscoperta, durante l’età moderna, della grandezza dell’antica città romana. Un viaggio nel tempo che, grazie ai 110 reperti del Kunsthistorisches, ci trasporta nell’Aquileia di  2200 anni fa ma anche nell’Aquileia dell’Ottocento quando la città era parte dell’Impero asburgico e le raccolte viennesi rappresentavano l’alternativa istituzionale al collezionismo privato delle famiglie locali e alla dispersione del materiale sul mercato antiquario".

"A partire dal 1817 – ha spiegato spiega Georg Plattner , direttore della Collezione di Antichità greche e romane  nel Kunsthistorisches Museum – circa 340 reperti antichi da Aquileia sono stati inviati a Vienna da Aquileia, quarantacinque pezzi tornarono ad Aquileia nel 1921, nell’ambito delle restituzioni che l’Austria fece dopo la fine della prima guerra mondiale all’Italia: tra essi, sculture e iscrizioni, bolli laterizi e altri oggetti minori".

"La mostra ci riporta ai tempi pionieristici dell'archeologia aquileiese, tra il tardo Settecento e il primo Ottocento – dice Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia –  Siamo ancora all’epoca degli scavi occasionali, che sebbene determinati bensì dall’unico scopo di recuperare “tesori” antichi hanno condotto a scoperte di notevolissimo rilievo, talvolta avvolte ancora da un'aura di mistero. In un certo senso, essi prepararono le prime indagini di ampio respiro degli archeologi austriaci, quelle effettuate nell’area del circo e delle mura tardoantiche tra il 1872 e il 1875 e, soprattutto, quelle importantissime avviate nel 1893 intorno al complesso basilicale".

"Il percorso espositivo si snoda al piano terra e al secondo piano del Museo Archeologico Nazionale recentemente riallestito come sottolinea Luca Caburlotto, direttore del Polo Museale del Friuli Venezia Giulia – i capolavori in arrivo da Vienna ricongiunti al loro contesto di rinvenimento e di utilizzo ne completano la narrazione; dialogando all’interno delle singole sezioni con tutti quei materiali via via confluiti, per strade diverse, nella collezione permanente, essi contribuiscono così a fornire un ulteriore tassello alla ricostruzione della storia della città antica".

Tra i “magnifici ritorni” dell’estate aquileiese - che si distinguono dai reperti della collezione permanente anche grazie ai supporti colore rosso pompeiano - spicca il rilievo marmoreo con la rappresentazione di Mitra Tauroctono, con il berretto frigio, il serpente, lo scorpione e l'uccisione del toro sacro che riporta agli antichi culti che hanno segnato la storia dell'umanità, giunti ad Aquileia dopo un lungo viaggio da Oriente, dall’India e dalla Persia dove il culto a lui dedicato, misterico ed iniziatico, era nato secoli prima.

Tra i reperti di maggior pregio si distinguono la patera in argento, l’eccezionale piatto dalla complessa raffigurazione allegorica riconducibile a temi dell’abbondanza e della celebrazione dell’agricoltura, donato nel 1816 all’imperatore d’Austria Francesco I dal conte Francesco Leopoldo Cassis Faraone, e la croce in bronzo del IV secolo con il monogramma dato dall’intersezione delle iniziali del nome greco di Cristo donata a Vienna dal barone Ettore von Ritter verso la metà dell’800.

In mostra anche molti materiali preziosi: gemme, monete, bronzi, tra i quali spicca la raffinatissima gemma verde con un ritratto femminile dalla complessa acconciatura ispirata dalle mode in voga tra le principesse della famiglia imperiale , oggi incastonata in una montatura in oro di età moderna o la pasta vitrea con la raffigurazione del Circo Massimo di Roma ora montata su un elemento moderno in argento. Nell’allestimento aquileiese le gemme sono impreziosite da gigantografie e da un allestimento multimediale che permette di coglierne colori e disegni grazie a una proiezione continua  di immagini.

Grazie al sostegno della Fondazione Aquileia si è reso possibile anche il restauro della cosiddetta Venere di Aquileia, che dopo una lunga permanenza nei depositi viennesi finalmente può finalmente essere esposta. Rinvenuta nel febbraio del 1824 e venduta nel 1828 alle collezioni imperiali a Vienna, la statua rappresentata la dea nuda, con il solo mantello che avvolge il corpo all’altezza dei fianchi.

Tra le opere lapidee del percorso espositivo – esposte al piano terra -  spicca un rilievo frammentario in marmo bianco di cospicue dimensioni, che rappresenta una scena di sacrificio rituale di un toro dinnanzi a un altare. Sul frammento, stilisticamente databile alla fine del I secolo d.C., sono rappresentati tutti i momenti salienti di un sacrificio alle divinità da parte di due personaggi, forse i magistrati della colonia o alcuni membri della famiglia imperiale. Va segnalata infine la statua di aquila a tutto tondo, databile al II d.C,  che si poggia su un supporto ed è stato lavorato in un unico blocco: l’aquila, rappresentata a grandezza naturale e con le ali aperte, era spesso usata come simbolo del potere dell’Impero romano, oltre che come animale collegato al culto di Giove.

INFORMAZIONI. Orario: dal martedì alla domenica 10-19, la biglietteria chiude un’ora prima (lunedì chiuso); prezzo: 10 euro (ingresso Museo Archeologico Nazionale + mostra); 16 euro (Biglietto UNICO comprensivo di ingresso Museo Archeologico Nazionale, mostra, Basilica, cripte, campanile, battistero e domus e palazzo episcopale). Ingresso gratuito fino ai 18 anni e per le categorie previste dal MIBAC. Ingresso libero per tutti: 15 giugno, 12 luglio, 3 agosto, 20 settembre, 4 ottobre, 13 ottobre; per i gruppi si richiede la prenotazione all'indirizzo mail museoaquileiadidattica@beniculturali.it o al numero 043191035.

Tutte le info su: www.fondazioneaquileia.it o www.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it

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