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A primavera il lusso si chiama poesia

I versi permettono di esplorare la nostra anima, in momenti che sottraiamo alla corsa del quotidiano

A primavera il lusso si chiama poesia

Click. Post. Tag. Shift. Blog. In un’epoca in cui inglese e onomatopee dominano il linguaggio parlato, riservarsi degli spazi differenti, dove le parole, il loro accostamento, la musicalità stessa di una frase creano un senso, diventa difficile. Ma non impossibile. Lo spazio della poesia va conquistato a dispetto dei molteplici e contrastanti stimoli che arrivano da ogni parte e che rendono preziosi i momenti di riflessione alternativi. Tanto preziosi che, come le gemme, sono rari, ma esistono e brillano. Certo, si auspica sempre che la poesia faccia parte della nostra quotidianità, ma per farla entrare nelle nostre vite a volte basta una giornata, come quella del 21 marzo a Pordenone. Il primo giorno di primavera, il 21 marzo, infatti, la città sul Noncello si animerà per la Giornata mondiale della poesia. Il filo conduttore sarà “La poesia nel pubblico (e nel privato)” e si svilupperà in una festa diffusa che cercherà di arrivare a tutti i cittadini attraverso reading in 15 luoghi del centro storico insoliti.


Sono 17 i protagonisti: Corrado Benigni, Maria Grazia Calandrone, Luciano Cecchinel, Azzurra D’agostino, Stefano Dal Bianco, Roberta Dapunt, Milo De Angelis, Umberto Fiori, Vivian Lamarque, Paolo Maccari, Franca Mancinelli, Umberto Piersanti, Antonio Riccardi, Giovanna Rosadini, Mario Santagostini, Tiziano Scarpa, Mary Barbara Tolusso. E alle 21.15, al Teatro Verdi, riflettori sulla ‘jam session’ poetica conclusiva: un evento speciale con una lettura corale dei poeti protagonisti della Giornata di primavera.
“La poesia è la risposta alla richiesta di una partecipazione più ampia e condivisa che nasce nei luoghi dove la scrittura poetica trova una sua casa”, spiega Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge e a sua volta poeta e scrittore.

Giorno per giorno
Conclusa la festa, però, a resistere giorno dopo giorno, a tutelare gli spazi di poesia contemporanei sono rimasti pochi. Attivo da 11 anni con 87 volumi a catalogo, a Fanna, c’è Samuele Editore. Il deus ex machina dell’impresa, Alessandro Canzian, sottolinea il cambiamento che sta attraversando il mondo dell’editoria in genere e quello della poesia in particolare. “Anche nel nostro settore si parla di innovazione – chiarisce l’imprenditore -. Riguarda la relazione con il pubblico: in questi anni, oltre a pubblicare libri ci siamo dedicati ad aprire un dialogo con i lettori. In questo senso la raccolta di versi non è un libro, è un progetto. Non a caso per la Giornata della poesia saremo a Milano, nella sede del Mudec, con un evento a più voci. Domenica 31, poi, cercreremo di aprire una nuova strada: organizzeremo un evento di poesia al centro commerciale Gran Fiume, a Fiume Veneto: si tratta di provare a trasformare un luogo dello shopping in uno spazio più ampio, che comprende anche la cultura”.


A Udine anche l’editore Marco Gaspari ha una collana dedicata ai versi con 28 volumi in catalogo (3 solo nel 2019). “La poesia è un lusso – commenta -. Eppure è necessaria alla cultura di ogni epoca e anche della nostra. E’ riflessione, sentimento, esplorazione dell’anima. Tutti atteggiamenti che oggi rischiamo di trascurare. Invece sono fondamentali. Per questo motivo ci tengo particolarmente e insisto nel pubblicare poesia. È una forma di resistenza culturale”.

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