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Capodanno a Est. In camper

Erica Barbiani pubblica per Einaudi il nuovo romanzo

Capodanno a Est. In camper

Viaggiare alla scoperta di un mondo nuovo, o semplicemente diverso, o poco conosciuto, è un topos letterario da quando esiste la scrittura. Nessuno finora, però, aveva ‘osato’ raccontare le avventure di una eterogenea brigata in viaggio con un mezzo desueto ai limiti del vintage (o dell’elitario, a seconda dei punti di vista) come il camper. Ci ha pensato Erica Barbiani, che dopo le palate di humour del suo esordio Salone per signora, pubblica per un editore di fama nazionale come Einaudi il nuovo romanzo, intitolato esplicitamente Guida sentimentale per camperisti e presentato in giro per l’Italia, coerentemente, viaggiando col suo quattro ruote formato ‘XL’.

Il luogo di partenza, anche se solo accennato, è il nostro (e suo) Friuli, quello di arrivo sono i Balcani, in un periodo atipico: le ferie natalizie. Anzi: direttamente Capodanno! Con uno slittamento semantico volutamente esagerato, Erica sostituisce le vacanze invernali in località esotiche, che rappresenterebbero il sogno proibito di tutti secondo la vulgata, con un ‘sogno balcanico’ che porta 18 personaggi diversi – e tutti perfettamente delineati – a vivere una serie di avventure tragicomiche attraverso i Paesi della ex Jugoslavia. Come un’armata Brancaleone alimentata a diesel, il gruppo di camperisti troverà non quello che cercava, ma molto di più, uscendo profondamente cambiato da un viaggio decisamente poco ortodosso e colmo di sorprese, non soltanto quelle modello ‘Lonely Planet’…

“Siamo tutti andati d’estate in vacanza in Croazia – ammette Erica Barbiani -, ma non tutti girano i Balcani d’inverno. E’ un viaggio che ho fatto diverse volte, da Cividale a Belgrado, poi a Sofia, fino in Grecia e a Istanbul. D’inverno è particolarmente bello perché non ci sono i turisti di mezzo: però i campeggi sono chiusi. Senza fare troppi spoiler, il finale in Albania ci mette a confronto con un mondo paradossalmente vicino ai luoghi comuni della nazione delle Aquile vista dagli italiani, ma con l’ennesimo rovesciamento della prospettiva.  Gli albanesi confermano tutto quello che pensiamo di loro, ma ci accolgono a braccia aperte e con un’ospitalità esagerata per le nostre attese”.

In più di 300 pagine senza una caduta di ritmo, la Guida sentimentale… racconta quello che siamo o siamo diventati, mettendo assieme una piccola società in movimento – dagli adolescenti agli anziani, tutti o quasi poco trendy secondo gli standard odierni - che pian piano diventa una specie di famiglia. Il tutto, tenuto assieme non solo dal plot, ma da un’ironia che caratterizza da sempre la scrittura di Erica e anche i suoi lavori con Videomante, casa di produzione di docufilm che girano tutto il mondo, realizzati con registi europei anche ‘Vip’ (tipo lo scrittore Niccolò Ammaniti, con cui condivide il gusto per l’ironia e le storie bizzarre). 

“Il mio humour – ammette – ha una visione poetica: è un mix tra ironia e tenerezza, non da commedia, ma un guardarsi con empatia. Sia nella produzione di film che nella scrittura, io faccio un lavoro da etnografa: per formazione, mi è rimasto il desiderio di raccontare storie, specie di provincia, con lo spirito dell’etnografo del metrò alla Augé: nel ‘piccolo’ c’è sempre una vena di follia e in provincia ci son storie che possono accadere solo lì”.

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