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Dietro lo sportello (un diavolo per capello)

Dal 12 aprile in libreria l’ironico racconto di episodi realmente accaduti al Cup dell'ospedale

Dietro lo sportello (un diavolo per capello)

Uscirà in libreria e in tutti gli e-book store il 12 aprile ‘Dietro lo sportello (un diavolo per capello)’, il volume - edito da Pav Edizioni - che racconta in modo ironico episodi realmente accaduti al Cup di un ospedale friulano dove l’autrice, che si nasconde dietro allo pseudonimo Candy Cos, lavora, accompagnati da alcune vignette umoristiche realizzate da Valentina Apuzzo, in arte Valey.

“Sono un’appassionata lettrice di romanzi rosa”, racconta l’autrice. “Delusa da alcuni libri, mi sono posta la sfida della scrittura, proponendomi di narrare le storie che mi sarebbe piaciuto leggere. Dopo aver rotto il ghiaccio auto-pubblicando il mio primo libro, ha proseguito la carriera di scrittrice portando a termine altri tre romanzi editi da una nota casa editrice. L’ultima opera è una raccolta che si è praticamente scritta da sola. Su consiglio di alcune amiche, divertite dalle mie avventure sul posto di lavoro, ho messo insieme i tanti post pubblicati nel corso degli anni sui social, realizzando così buona parte dell’opera”.

“Il 7 novembre 2011 – racconta ancora l’autrice - inizia la mia avventura al Cup. Ancora oggi non mi capacito della fortuna avuta. Avevo messo un'inserzione su un sito per la ricerca del lavoro ed ero stata contattata dell'agenzia che all'epoca si occupava delle assunzioni. Contratto di tre mesi, non molto, con poche prospettive dal momento che non era chiaro a chi dovesse andare l'appalto... A ogni modo, rinnovo dopo rinnovo, ricorso dopo ricorso, finalmente arriva il tanto desiderato contratto a tempo indeterminato. Il lavoro è di quelli seri, avendo spesso a che fare con la malattia e la sofferenza, ma il mio carattere allegro, poco incline all'accettazione, ha saputo cogliere il lato divertente di ogni situazione. Alcune parti sembreranno barzellette, ma sono vere! Chiaramente nel libro non faccio nomi e non menziono l'ospedale. Ogni riferimento è puramente casuale, tuttavia se qualcuno si "ritrovasse" in qualche descrizione, si faccia un esame di coscienza...!”.

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