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Federico Rampini all'Hemingway racconta 'La notte della Sinistra'

Il corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, venerdì 21 giugno, in dialogo con Gian Mario Villalta

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Il premio Hemingway 2019 nella sezione “Testimone del nostro tempo” va al giornalista Federico Rampini, corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, “per la sua capacità di raccontare i cambiamenti del presente. Osservatore in prima fila, nomade globale che ha descritto la provincia americana di Trump così come la Cina del boom economico, con lucidità di analisi e attenzione alla ricostruzione storica dei fenomeni, Rampini ci ha insegnato a guardare dietro le apparenze della realtà di oggi, per renderci più consapevoli di quello che potrà essere il nostro futuro”.

Federico Rampini sarà protagonista della conversazione pubblica venerdì 21 giugno, alle 18.30 al Centro Kursaal: fresco autore del libro “La notte della sinistra” (Mondadori), a Lignano Sabbiadoro dialogherà con Gian Mario Villalta. Sarà premiato sabato 22 giugno al Cinemacity di Lignano Sabbiadoro (ore 18.30) nell’ambito della cerimonia di Premiazione numero 35 del grande evento culturale che celebra il legame fra Ernest Hemingway e la sua piccola “Florida italiana”, la città di Lignano Sabbiadoro. La giornalista Elsa Di Gati, insieme alla Giuria del Premio composta da Alberto Garlini (presidente), Gian Mario Villalta e Italo Zannier, converserà con Federico Rampini e con l’autore francese Emmanuel Carrère per la Letteratura, la storica Eva Cantarella per l’Avventura del pensiero, il giornalista Federico Rampini nella sezione Testimone del nostro tempo, il foto-artista Riccardo Zipoli per la Fotografia e la giornalista Franca Leosini, Premio Speciale Hemingway 2019 “Dentro la cronaca, dentro la vita”, assegnato dalla Giuria dell’Hemingway con la Città di Lignano Sabbiadoro, nel 60° anno dall’istituzione del Comune. Info www.premiohemingway.it  «L’errore più grave della sinistra è stato non accorgersi che, preoccupata degli ultimi si stava scordando dei penultimi: operai che hanno perso il lavoro, centralinisti dei call center, giovani precari scavalcati da migranti disposti a lavorare molto in cambio di poco, magari in nero». 

“La notte della sinistra” di Rampini è un’analisi che punta a rivedere chirurgicamente i luoghi comuni ideologici che hanno fatto perdere terreno e consenso alla sinistra, scollandola dal suo elettorato: come l’idea che l’immigrazione potrebbe arricchire, perché chi arriva in Italia farà i lavori che gli italiani non sono più disposti a fare: ma un’immigrazione senza controllo è destinata inevitabilmente a comprimere i diritti e i salari dei lavoratori e giova piuttosto al capitalismo. Non a caso i due presidenti-icona del progressismo del XX secolo, Franklin Delano Roosevelt e John Fitzgerald Kennedy, fecero una politica molto dura sull’immigrazione, chiudendo di fatto le frontiere. Proprio questi concetti sono leitmotiv del nuovo spettacolo di Rampini, “Quando inizia la nostra storia”, che ha debuttato a Bologna venerdì scorso.

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