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Fvg, 600 mila euro per i beni da recuperare

La Fondazione Friuli ha presentato a Pordenone il Bando 2019 dedicato al restauro, che si chiuderà il 17 aprile

Fvg, 600 mila euro per i beni da recuperare

"A inizio maggio la direzione Cultura della Regione promuoverà una giornata di studio su Art Bonus e fundraising, iniziativa destinata ai soggetti culturali, operatori ed Enti locali per promuovere la collaborazione tra pubblico e privato nell'organizzazione di eventi e manifestazioni". Lo ha confermato oggi l'assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli partecipando a Pordenone alla presentazione del bando dedicato al restauro, promosso dalla Fondazione Friuli in collaborazione con l'istituto di credito Intesa San Paolo.

Il bando, che mette a disposizione circa 600 mila euro a favore di istituzioni, enti pubblici e religiosi, fondazioni e associazioni senza scopo di lucro nonché ai sodalizi iscritti al registro regionale delle organizzazioni di volontariato, si chiuderà il 17 aprile. La linea di intervento è tesa a valorizzare il recupero di beni storici ed artistici, compresi gli immobili, ma anche la ristrutturazione edilizia e ampliamento di stabili da adibire a centri di aggregazione sociale e culturale.

Alla presenza del presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini, della sopraintendente alle Belle arti del Friuli Venezia Giulia Simonetta Bonomi e del rappresentante della direzione generale di Intesa San Paolo Carlo Moretti, l'assessore regionale alla Cultura ha evidenziato come sia sempre più difficile individuare la figura del mecenate, nonostante in Italia vi siano strumenti che consentono il sostegno a simili iniziative attraverso importanti sgravi fiscali.

"A livello nazionale - ha detto Gibelli - esiste l'art bonus che purtroppo viene poco utilizzato anche in questo nostro territorio, anche a causa della scarsa conoscenza dei suoi dettagli operativi e delle specificità che lo riguardano. Per questo motivo a maggio la direzione regionale della Cultura dedicherà un'intera giornata non solo all'illustrazione di questo specifico strumento ma anche alle modalità in cui attivare il fundraising, altra importante fonte di finanziamento per dare gambe ai progetti in presenza di risorse pubbliche limitate".

L'assessore regionale si è poi soffermata sul fatto che ormai sia venuta quasi a scomparire la figura del mecenate, "presente in modo significativo invece negli anni '60 e '70 e di cui ora rimangono poche testimonianze come nel caso di Diana Bracco che, a Torviscosa, ha dato vita al recupero di una parte dell'ex complesso industriale Snia e che in quello stabilimento sta producendo mezzi di contrasto per la diagnostica medica di cui è tra i leader mondiali. Sul mecenatismo bisogna ancora lavorare molto - ha aggiunto Gibelli - anche se va riconosciuto il buon lavoro compiuto in Friuli Venezia Giulia dalle tre Fondazioni bancarie".

Infine l'esponente dell'esecutivo regionale ha evidenziato come, nel settore culturale, occorra una maggiore collaborazione tra le associazioni sia per superare i localismi e sia per utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dall'amministrazione regionale. "Negli ultimi tre anni le richieste di contributi pubblici a sostegno delle manifestazioni sono passate da 8,5 agli oltre 12 milioni di euro quando invece le disponibilità sono rimaste sempre le stesse. A questo punto diventa sempre più importante unirsi per dare assieme gambe a iniziative tra di loro simili, mantenendo così vivo un settore molto effervescente che nulla ha da invidiare ad altre zone del Paese".

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