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Giulietta e Romeo, il testamento che cambia il mito

Le radici friulane del dramma d’amore vanno riscritte

Giulietta e Romeo, il testamento che cambia il mito

La vicenda di Giulietta e Romeo friulani non è una storia d’amore come molti credono, piuttosto fa riferimento a una vicenda politica mascherata da un lacrimevole dramma d’amore. A denunciarlo è uno degli studiosi amatoriali che anni addietro contribuirono a costruire questo mito, ‘strappandolo’ alla blasonata Verona. Una vera inversione a U che ha portato Vanni De Conti a rompere i ponti con i promotori della versione friulana, sulla base studi e documenti dell’epoca, da lui a lungo ricercati tra le carte di biblioteche e archivi di Stato.

“In quel periodo tra Medioevo e Rinascimento – spiega - gli scrittori, essendoci guerre continue, per farsi leggere le trasponevano in ‘storie d’amore’ e scrivevano in linguaggio allegorico. Lucina Savorgnan e Luigi Da Porto, di madre friulana, non sono gli ispiratori della celebre tragedia di William Shakespeare: il drammaturgo inglese pare non abbia mai conosciuto l’originale trama del Da Porto ma abbia attinto da Arthur Brooke e William Painter che avevano copiato da Da Porto”.

“Avevo creato nel 2010 ed ero il presidente del comitato ‘Giulietta e Romeo in Friuli’ – continua De Conti - lasciato poi per divergenze storiche e di contenuto prima che nascesse l’omonima associazione: ho pubblicato due saggi, nel 2011 e nel 2014 per contestare questa versione, credo quindi, di avere voce in capitolo dato che ho perso tre anni in ricerche tra Friuli e Milano, dove esiste una delle uniche due copie al mondo dell’originale di Da Porto”.
La versione fatta conoscere in Friuli parla di un Luigi da Porto (il Romeo) che la sera del 26 febbraio 1511 incontrò Lucina durante una festa di Carnevale a Palazzo Savorgnan (dove oggi c’è Piazza Venerio a Udine) e si innamorò quando al tempo, come riportato dalle ricerche confutate, lei aveva 14 anni.

“La controtesi – spiega De Conti - ruota attorno al testamento di Giacomo Savorgnan del Monte, padre di Lucina, che per me non è la Giulietta (nome che invece vuole simboleggiare la Patria del Friuli da Forum Julii), e che porta la data del 2 giugno 1495, testamento fatto per la nascita dell’erede maschio”.
De Conti, apprendendo dalla storica Laura Casella, ha trovato il testamento in un archivio privato che fa parte delle biblioteche venete. Ebbene, il documento cita i tre figli a quella data: Giulia, Lucina e Giovanbattista. Lucina quindi era già nata perlomeno 9 mesi prima. Al momento di incontrare Luigi-Romeo aveva di certo oltre 16 anni. Questione di lana caprina?
“Mi interessa ricostruire un briciolo di verità perché sono stufo di sentire in giro tante sciocchezze – sentenzia De Conti -. Se si vuole costruire, o meglio ricostruire, un’attrattiva turistica sulle origini friulane della storia più conosciuta e amata nel mondo, le basi non possono essere zoppe o addirittura false”.

La confutazione è sull’insieme della vicenda e non sul luogo.
“Lucina potrebbe anche avere avuto un flirt con Luigi – rivela sempre De Conti – ma lo stesso scopritore della versione friulana, Cecil Clough, ha chiarito che lei era innamorata e ricambiata del cugino Francesco Savorgnan del Torre, ma il loro amore fu impedito per una presunta faida in corso tra i due rami della famiglia, ma su questa motivazione ho dubbi, e solo nel 1531 si dice che poterono coronare i loro sentimenti. Ma non è vero neppure questo, perché si sposarono nel 1517 ed ebbero il primo figlio l’anno successivo. Poi si sposarono ufficialmente all’avvocatura del Comune di Venezia nel febbraio del 1521. Quindi, la storia di Giulietta e Romeo friulani non va riscritta, ma semplicemente corretta e si può farne una grande storia”.

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