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Inaugurata la mostra sul Nicaragua

Al taglio del nastro anche la scrittirice Gioconda Belli, protagonista dell'edizione 2019 di Dedica

Inaugurata la mostra sul Nicaragua

Nuovo bagno di folla oggi, a Pordenone, per Gioconda Belli, questa volta sotto i riflettori insieme al fotoreporter nicaraguense Inti Ocón autore della mostra inaugurata negli spazi espositivi della biblioteca di Pordenone, nel segno di  due discipline artistiche - la fotografia e la letteratura - che quando sono davvero dalla parte dell’uomo, possono convergere nell’impegno comune di analisi della realtà e, se è il caso, di denuncia. “¡YO ESTOY CON VOS, MI NICARAGUA!” è il titolo della mostra, accompagnata da un catalogo che contiene anche alcune poesie inedite di Gioconda Belli. Un lavoro che, come ha sottolineato il curatore dell’esposizione, il critico e storico dell’arte Angelo Bertani, “diventa documento di una situazione e di un’epoca ad alto grado di intensità” e come ha dichiarato la scrittrice “mostrano la bellezza e lo spirito della mia terra ma anche come la popolazione sta lottando”.  All’inaugurazione sono intervenuti anche il direttore artistico del festival Claudio Cattaruzza e l’assessore alla cultura di Pordenone Pietro Tropeano.
Da un lato, gli scatti testimoniano le proteste popolari e studentesche contro il governo autoritario del Nicaragua, e forniscono l’occasione di conoscere uno spaccato di vita del Paese realistico e senza filtri, rappresentando una realtà complessa, duramente provata da vicende che oggi compaiono in modo dirompente nei titoli di apertura dei mezzi di informazione di tutto il mondo. Un altro nucleo ha invece per soggetto alcune feste tradizionali e aspetti della vita quotidiana dello stesso paese: le foto mostrano con forza e intensità l’esistenza della gente comune colta nelle situazioni più diverse.  Due nuclei di immagini legate dal filo rosso della rappresentazione di una nazione che orgogliosamente vuole difendere la propria identità culturale anche attraverso un difficile e travagliato processo di democratizzazione. I versi di Gioconda Belli e le immagini di Ocón costituiscono un’incondizionata dichiarazione d’amore per il loro Paese ma anche un potente strumento di denuncia per il sogno infranto di un reale cambiamento basato sulla democrazia, sul rispetto dei diritti umani, su una maggiore equità e giustizia sociale.
La mostra rimarrà aperta fino al 14 aprile, dal martedì al sabato dalle 9 alle 19, la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19. Ingresso libero.


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