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L’evoluzione di pensiero di Scipio Slataper

Ne parlerà Alfredo Luzi giovedì 11 aprile alle 18.15 alla Fondazione Friuli

L’evoluzione di pensiero di Scipio Slataper

“Sono nato in carso, in una casupola col tetto di paglia annerita dalle piove e dal fumo. C'era un cane spelacchiato e rauco, due oche infanghite sotto il ventre, una zappa, una vanga, e dal mucchio di concio quasi senza strame scolavano, dopo la piova, canaletti di succo brunastro”. Aveva 24 anni Scipio Slataper quando diede alle stampe, nel 1912, il romanzo Il mio Carso, che comincia proprio con queste parole. Ed è proprio attraverso le parole del romanzo che la sua vicenda biografica e letteraria - conclusasi a 27 anni con la morte al fronte il 3 dicembre 1915 - può essere raccontata e conosciuta, perché in esso è contenuta, nonostante la giovane età, un’evoluzione significativa dal punto di vista personale e ideologico.

Ne parlerà il professor Alfredo Luzi che terrà la prossima conferenza organizzata dall’Università Popolare di Udine dal titolo Identità e scrittura ne Il mio Carso di Slataper. L’appuntamento è per giovedì 11 aprile 2019 alle 18.15 presso la Fondazione Friuli (via Manin 15 Udine).

“Quello di Slataper è un romanzo ancora poco noto - così Luzi - in cui tra l’altro racconta la Trieste dei primi anni del Novecento, quella che attraversa il momento di maggior sviluppo come centro di riferimento per gli scambi tra il Mediterraneo e l’Est europeo. In quella città si sentiva, lui bosniaco, come un barbaro che veniva dal carso immerso in una meravigliosa operosità ricca di promesse. È questa la fase della giovinezza in cui sostiene la convivenza tra varie etnie a Trieste”. Salvo poi, dopo il 1913 cambiare posizione e schierarsi come volontario irredentista tra le file dell’esercito italiano contro l’Austria assieme al fratello. Il carso fu per lui un modello di durezza ma anche di bontà dove poter rispecchiare la propria anima, specialmente dopo esser rientrato da Firenze capitale degli intellettuali dove non si sentiva a suo agio. A Firenze aveva completato gli studi ed era entrato in contatto con la rivista “La voce” di Prezzolini, con cui collaborava.

“Nel romanzo - dice Luzi -, dove si parla tra l’altro di manifestazioni per l’università italiana a Trieste, di lotte da ragazzi contro gli austriaci, d’amore e di morte, Slataper parte da posizioni “politico - filosofiche” individualistiche con l’esaltazione dell’Io - tra l’altro era un bellissimo uomo - per arrivare alle conclusioni del “noi vogliamo amare e lavorare” attraverso l’invocazione al carso. Sul piano strettamente letterario poi il libro, che come sottotitolo riporta “autobiografia lirica” rompe, così com’era in quell’epoca e come volevano i “vociani”, con gli schemi del romanzo in senso tradizionale per cercare una voluta alternanza fra generi e una scrittura frammentata, con pezzi lirici e narrativi”.

La conferenza è inserita nel progetto Identità culturale del Friuli promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia, cui l’Università Popolare concorre organizzando incontri che trattino argomenti correlati alla nostra identità culturale regionale. L’incontro è ad ingresso gratuito e aperto al pubblico ma in mancanza di posti disponibili la precedenza sarà data agli associati. Il sito internet dell’associazione è consultabile all’indirizzo www.unipopudine.it. Per informazioni e contatti scrivere a unipopudine@gmail.com.

Alfredo Luzi è stato ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea all’Università di Macerata, dopo aver insegnato per venti anni all’Università di Urbino. Ha insegnato Sociologia della letteratura, Storia della lingua italiana, Letterature Comparate. E’ stato “visiting professor” presso le Università di Liegi, Amsterdam, Montréal, Smith College, Nancy, York, Melbourne, Strasburgo, Yale, Aix en Provence, Clermont-Ferrand, ENS di Lione, Spalato, Bordeaux. E’ stato Direttore del Laboratorio di Letteratura Italiana Contemporanea di Recanati. Specialista di sociologia della letteratura, di poesia italiana contemporanea e di letteratura regionale e dell’emigrazione, ha pubblicato, tra l’altro volumi su Mario Luzi, Vittorio Sereni, Ugo Betti, Giacomo Leopardi, Libero Bigiaretti, Scipio Slataper.  Fa parte di numerose redazioni di riviste italiane e straniere: Rivista di letteratura italiana, Ermeneutica letteraria, Smerilliana, L’anello che non tiene, Italian Poetry Review, Forum Italicum, Annali d’Italianistica.

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