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Marina Abramovic alla Libreria Tarantola con On Art

Martedì 22 gennaio alle 18 la critica d’arte Francesca Agostinelli parlerà della più celebre artista serba

Marina Abramovic alla Libreria Tarantola con On Art

All’indomani del grande successo della retrospettiva fiorentina dedicata a Marina Abramović a Palazzo Strozzi, On Art organizza un incontro per parlare della più celebre performance dell’artista serba, intitolata Balcan Baroque, presentata alla XLVII Biennale di Venezia, nel 1997.

Relatrice dell’evento, in programma martedì 22 gennaio, alle 18 alla Libreria Tarantola di via Vittorio Veneto 20 a Udine, sarà Francesca Agostinelli, docente e critica d'arte, chiamata dall’associazione culturale udinese in occasione del quarto appuntamento del ciclo "Capolavori del Contemporaneo".

Il titolo della performance, come spiega la stessa Abramović, non si riferisce all’arte barocca, ma al barocchismo privo di regola e ragione che domina la mentalità di guerra. Sebbene l’artista serba fosse direttamente toccata dalla tragedia dei Balcani, non volle riferirsi in modo esclusivo alla situazione della ex Jugoslavia, perché, come disse “comunque su questo pianeta c’è sempre una guerra da qualche parte, e io volevo creare un’immagine universale, che si riferisse alla guerra in generale”. Come inno contro tutte le guerre, nacque la più impressionante performance che la storia dell’arte conosca e che vide l’artista per quattro giorni, sette ore al giorno, accovacciata su una catasta di ossa sanguinolente ripulire carcasse putrescenti. Balcan Baroque fu riconosciuta come un’opera di tale impegno e forza comunicativa da meritare il Leone d’oro e, nel discorso di accettazione del premio, così Marina Abramović espresse il suo credo artistico davanti al pubblico presente: “L’unica arte che mi interessa è quella in grado di cambiare l’ideologia della società”.

“Marina Abramovic è innanzitutto una donna, e il successo non è mai facile per le artiste in un mondo di uomini”, commenta il presidente di On Art Gino Colla. “Poi è una performer che ha aperto la strada a una nuova forma artistica, collaborando anche con la galleria di Bologna G7. Ha rappresentato la distruzione nella guerra dei Balcani, ma anche l'amore per un uomo Ulay, suo compagno per un tratto di vita, mostrando l'umanità nei suoi aspetti bui, ma anche struggenti come nel video con l'abbraccio finale sulla muraglia cinese con Ulay. La vita chiama a varie prove, e proprio l'inaspettato, come l'incontro casuale in The artist is present, conduce all'essenza della nostra anima.”

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