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Nuovi orari d'apertura per la mostra 'L'eredità russa dei conti Coronini'

In mostra 133 oggetti, tra gioielli, documenti e arredi, con due nuovi ambienti espositivi creati appositamente per l’occasione

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Nuovi orari per la mostra “L’eredità russa dei conti Coronini. Opere d’arte e oggetti preziosi dall’impero degli zar”. La rassegna dedicata ai gioielli e agli arredi russi delle collezioni Coronini e il Palazzo di viale XX Settembre sono aperti venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Lo stesso orario sarà valido giovedì 27 dicembre, mercoledì 2 gennaio e giovedì 3 gennaio. Le visite guidate incluse nel biglietto d’ingresso sono previste sabato e domenica alle 16.30.

Con un percorso che, partendo dalle Scuderie, si dipana in tutto il Palazzo Coronini mettendo in mostra 133 oggetti, tra gioielli, documenti e arredi, con due nuovi ambienti espositivi creati appositamente per l’occasione, l’esposizione “L’eredità russa dei conti Coronini” intende svelare lo stretto legame tra la famiglia Coronini e il mondo e la cultura russi. Tutto si deve alla straordinaria consistenza dell’eredità del conte Eduard Cassini, dalla quale provengono molti arredi e opere d’arte che sono oggi conservati nel Palazzo e di cui viene finalmente svelata l’origine russa. Gentiluomo di camera e capo della cancelleria delle cerimonie di corte degli zar Alessandro III e Nicola II, Eduard Cassini morì il 15 aprile 1913 a San Pietroburgo lasciando un ingente patrimonio, già appartenuto alla defunta moglie Zoé Bibikova (1840-1906), discendente da una stirpe legata all’alta nobiltà russa. Metà dei suoi beni furono ereditati da Olga Westphalen Fürstenberg (1871-1950), madre del conte Guglielmo Coronini Cronberg.

Opere d’arte, documenti, fotografie e oggetti preziosi, molti dei quali esposti per la prima volta, aiutano così a ricostruire i momenti salienti di un affascinante racconto che prese il via alla fine del Settecento, quando il conte piemontese Vittorio Gioacchino Capizzucchi Cassini di Strada decise di arruolarsi nell’esercito del grande impero russo, guidato da Caterina II. Dal quel momento, per ben tre generazioni, i conti Cassini sarebbero rimasti al servizio degli zar, ricoprendo importanti incarichi come diplomatici o funzionari di corte, incrociando sul loro cammino papi, imperatori e presidenti, da Napoleone Bonaparte a Jacqueline Kennedy. Alle loro vicende si intrecciano quelle di prestigiose famiglie russe, Bibikov, Beketov e Kušnikov, dalle quali provengono i personaggi raffigurati nei ritratti eseguiti dagli stessi artisti che lavorarono per la corte degli zar, come Dmitrij Grigor’evič Levickij, Vladimir Lukič Borovikovskij e Vladimir Gau. Inoltre le ricerche condotte per anni tra i documenti dell’Archivio della famiglia Coronini hanno permesso di appurare che anche molti arredi e opere d’arte conservati nella storica dimora di viale XX Settembre a Gorizia hanno in realtà un’origine russa. Dalle scene di genere olandesi al busto di Napoleone Bonaparte, dalle settecentesche vedute di Napoli al servizio da scrittura in malachite, quasi ogni stanza del Palazzo Coronini conserva una traccia della straordinaria ricchezza di questo lascito. In due nuovi ambienti espositivi si possono inoltre ammirare per la prima volta anche gioielli, argenti, icone, orologi e portasigarette di squisita fattura, testimonianza della raffinatezza e della sorprendente abilità tecnica di una produzione artigianale di altissima qualità che nel corso dell’Ottocento, grazie a maestri del calibro di Fabergé, si fece apprezzare in tutta Europa per la sua eccezionale originalità. Prendendo ispirazione proprio da questi oggetti preziosi e dal famoso “Pizzo Coronini”, una balza settecentesca in merletto di Sedan, unica per la sua eccezionale lunghezza di quasi cinque metri, è nata in occasione della mostra una speciale collaborazione con la Fondazione Scuola Merletti di Gorizia. Le maestre merlettaie hanno rielaborato forme e motivi decorativi tratti da argenti e gioielli per creare moderni monili e accessori d’abbigliamento, che si possono ammirare all’ingresso delle Scuderie.

Per l’allestimento della mostra sono stati realizzati anche alcuni importanti restauri, tra cui il recupero del prezioso mobile ottocentesco con inserti in porcellana, reso possibile dal contributo del Lions Club Gorizia Host, dalla raccolta fondi legata al progetto “Il Panettone del conte”, che ha riscosso grande successo tra la cittadinanza goriziana, e dai fondi del 5 per mille.

Curatrice sia della mostra che del catalogo edito dalla Leg è Cristina Bragaglia Venuti. L’esposizione, che aderisce all’Anno europeo del patrimonio culturale, è realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e della Regione, con la collaborazione del Comune di Gorizia, dell’Archivio di Stato di Gorizia, della Fondazione Scuola Merletti di Gorizia e, per gli eventi collaterali, degli a.Artisti Associati di Gorizia e della Casa delle Arti di Gorizia. Si avvale inoltre del sostegno del Lions Club Gorizia Host e della sponsorizzazione tecnica di TecnoAdvance Security-System di Savogna d’Isonzo.



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