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Rete, relazioni, resilienza: effetti collaterali di vivere all’estero

Nell’Europa così discussa, nuove generazioni intrecciano scambi e percorsi di vita. Se ne parla a pordenone il 27 dicembre

Rete, relazioni, resilienza: effetti collaterali di vivere all’estero

'Rete, relazioni, resilienza. Effetti collaterali di vivere all’estero': questo il tema dell’incontro dedicato a chi vive all’estero o sogna di farlo, a chi vorrebbe studiare o lavorare in Europa. Giovedì 27 dicembre alle 18 a Palazzo Badini a Pordenone, corregionali d’Europa, eccellenze pordenonesi e studenti si confronteranno con esperti di settori apparentemente lontani: It, relazioni e comunicazione strategica. Come gestire con successo le chiavi della fatica e della lontananza?

Lo spiegheranno Sergio Maistrello, giornalista e consulente in ambito comunicazione, innovazione e rete, assieme a Matteo Rampin, medico psicoterapeuta esperto di problem solving non convenzionale, consulente di manager, atleti e artisti. L’incontro sarà moderato da Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge. A conclusione del 2018, questa iniziativa offrirà l’occasione per un consuntivo dei progetti avviati sul tema, nei mesi scorsi, da Efasce - Ente Friulano Assistenza Sociale e Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo, con la Fondazione pordenonelegge.it attraverso il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.

I migranti italiani del nostro tempo sono mossi da presupposti e obiettivi molto diversi da quelli dei loro padri e dei loro nonni. A partire dalla metà degli anni Sessanta, infatti, in Italia si chiudeva sostanzialmente l’esperienza della grande migrazione, e gradualmente i cittadini italiani ed europei si cimentavano in nuove esperienze di soggiorno all’estero, non più coincidenti con scelte che avrebbero implicato una svolta di vita per sé e le generazioni a venire.

Ma cos’è successo da lì in avanti? Tante, e in numero crescente, sono i giovani che decidono di dedicare una piccola quota della loro vita a un’esperienza all’estero. Senza necessariamente inquadrare questo periodo della loro vita nel perimetro di una scelta definitiva. E’ cambiato l’obiettivo, così come il modo di guardarci proiettati in un altro Paese, in un diverso contesto di vita. Ma sono mutate anche le prospettive e potenzialità, l’incontro di Palazzo Badini sarà una preziosa occasione per riflettere sul tema con sguardo proiettato verso il futuro.

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