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Eurotech, ricavi a 25,5 milioni

Trimestrale positiva per l'azienda di Amaro. L'area americana è quella che ha generato il maggior fatturato, con il 58,7% del totale

Eurotech, ricavi a 25,5 milioni

Il Consiglio di Amministrazione di Eurotech ha esaminato e approvato i risultati relativi al primo trimestre 2019. L’andamento del trimestre è stato il frutto della buona raccolta ordini avvenuta nel corso del 2018 e che sta proseguendo in maniera sostenuta anche nel 2019, in linea con le aspettative del management. Seppure la crescita maggiore in termini di valori assoluti si registri nel settore delle schede e dei sistemi di calcolo embedded, continua a crescere anche il fatturato afferente alla linea di prodotto IoT e importanti design-win si aggiungono di trimestre in trimestre.

Con riferimento alla localizzazione dei clienti, nel trimestre l’area americana è risultata quella che ha generato il maggior fatturato con il 58,7% del totale (primo trimestre 2018: 47,8%) seguita dall’area giapponese con il 21,1% (primo trimestre 2018: 33,5%), mentre l’area europea ha rappresentato il 16,1% (primo trimestre 2018: 17,1%) e le altre aree rappresentano il rimanente 4,1% (primo trimestre 2018: 1,5%). Il portafoglio ordini da evadere per l’anno in corso, in termini di valore, continua ad essere superiore al 50% rispetto a quello esistente nello stesso periodo del 2018.

I ricavi del Gruppo dei primi tre mesi 2019 sono stati pari a 25,50 milioni di euro, rispetto ai 17,89 milioni dei primi tre mesi del 2018, con un incremento del 42,5%. A cambi costanti l’incremento sarebbe stato del 35,0%.

Il primo margine del primo trimestre 2019 è stato pari a 12,18 milioni, con un’incidenza sul fatturato del 47,8%, rispetto a un’incidenza del 48,8% nel primo trimestre  2018 e leggermente superiore al valore rappresentato per l’esercizio 2018 che ammontava a 47,5%. Con la significativa crescita del fatturato anche i costi operativi al lordo delle rettifiche operate hanno avuto un incremento in valore assoluto e nei tre mesi di riferimento, tali costi ammontano a 8,61 milioni con un incremento del 9,8% rispetto ai 7,84 milioni del primo trimestre 2018.

In termini percentuali, l’incidenza dei costi operativi lordi sui ricavi è invece passata dal 43,8% del primo trimestre 2018 al 33,7% del primo trimestre 2019. Questa diminuzione dell’incidenza percentuale dei costi sul fatturato continua ad evidenziare l’attivazione della leva operativa.

Il risultato prima degli ammortamenti, delle valutazioni in partecipazioni collegate, degli oneri finanziari netti e delle imposte sul reddito (EBITDA), nei primi tre mesi, è positivo per 4,08 milioni (16,0% dei ricavi) rispetto a 1,62 milioni per il 2018 (9,1% dei ricavi), riflettendo l’andamento tanto del primo margine quanto dei costi operativi e degli altri ricavi.

La nuova modalità di contabilizzazione dei contratti di locazione (Right of Use) prevista dal principio contabile IFRS16 “Leases” ha comportato nei primi tre mesi del 2019 un effetto positivo per 0,36 milioni. Il risultato operativo (EBIT) passa da 1,17 milioni nei primi tre mesi del 2018 (6,5% dei ricavi), a 3,14 milioni dei primi tre mesi 2019 (12,3% dei ricavi).

La gestione finanziaria, nel corso dei primi tre mesi del 2019, è risultata negativa per 71 migliaia di euro, mentre era sempre negativa per 377 migliaia di euro nei primi tre mesi del 2018. Il Risultato prima delle imposte nel corso dei tre mesi di riferimento è positivo per 3,07 milioni; lo era per 0,79 milioni nei primi tre mesi 2018. Il miglioramento del risultato prima delle imposte per 2,28 milioni riflette principalmente il miglioramento dell’EBIT.

Il risultato netto di Gruppo è stato nel trimestre in esame di 2,95 milioni (era di Euro 0,62 milioni nei primi tre mesi 2018). L’andamento, oltre che riflettere la dinamica del risultato prima delle imposte, deriva dal differente carico fiscale rilevato complessivamente sulle realtà del Gruppo dove l’incidenza delle imposte è limitata per effetto della registrazione di parte delle imposte anticipate derivanti dalle perdite fiscali degli anni precedenti non contabilizzate.

L’indebitamento finanziario netto consolidato al 31 marzo 2019, esclusi i debiti finanziari per diritti d’uso introdotti dal principio contabile IFRS 16, ammonta a 1,17 milioni rispetto ad una posizione finanziaria netta con cassa netta di 0,93 milioni al 31 dicembre 2018. La nuova modalità di contabilizzazione dei contratti di locazione (Right of Use) prevista dal principio contabile IFRS16 “Leases” ha comportato la registrazione da parte delle società del Gruppo di debiti finanziari per diritti d’uso al 31 marzo 2019 pari a 4,29 milioni, che sommati all’indebitamento finanziario netto danno luogo a un indebitamento netto complessivo post IFRS16 pari a 5,46 milioni.

Il capitale circolante netto ammonta a 20,96 milioni al 31 marzo 2019, incrementandosi per 5,35 milioni rispetto al 31 dicembre 2018. Tale andamento è dovuto all’incremento dei crediti verso clienti per il maggior fatturato avuto nel trimestre e all’incremento del valore del magazzino per far fronte alle spedizioni dei prossimi trimestri. Il Patrimonio netto del Gruppo ammonta a 106,7 milioni (Euro 102,0 milioni al 31 dicembre 2018).

La domanda nelle diverse aree geografiche e nei vari mercati in cui opera il Gruppo continua a mantenersi su buoni livelli. Sulla base delle informazioni disponibili, si ritiene prevedibile che anche nei prossimi mesi dell'esercizio in corso prosegua il trend di crescita in doppia cifra, rispetto al periodo di riferimento dell’anno precedente, con una buona attivazione della leva operativa.

Il primo trimestre 2019 ha visto un primo margine ancora penalizzato dalla difficoltà di approvvigionamento di componenti elettronici che ha caratterizzato lo scenario mondiale per molti mesi nel recente passato. Ora la situazione sta evolvendo verso una situazione di normalità, e questo avrà un effetto positivo sul primo margine dei prossimi trimestri. A differenza di quanto registrato storicamente, si prevede un andamento più uniforme del fatturato dei trimestri nel corso dell’anno, con una stagionalità meno marcata; questo potrà avere effetti positivi sulla stabilizzazione del capitale circolante che, in percentuale sul fatturato, dovrebbe riportarsi su valori in linea con quelli rilevati a fine 2018.

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